Tosca con Brescia, Lanfranchi e Favetti in “Belle ripiene”: «Sul palco sono Ada, la chef e Rossella è la mia aiutante in cucina»

Sabato 22 Gennaio 2022 di Chiara Morini
L'attrice Tosca D'Aquino in "Belle ripiene"

CIVITANOVA - L’esilarante commedia di Massimo Romeo Piparo, “Belle ripiene”, andrà in scena al teatro Rossini di Civitanova Marche martedì, 25 gennaio, alle 21,15. Lo spettacolo, con Rossella Brescia, Tosca D’Aquino, Roberta Lanfranchi e Annalisa Favetti, è un recupero della stagione 2019, ed è organizzato dai Teatri di Civitanova e da Eclissi Eventi (info: 0733865994).


Tosca, un ruolo diverso dal solito, questo… 
«Io lo dico sempre: c’è il desiderio di divertirsi. Non ho abiurato alla mia classicità, ma mi piace spaziare. Io sarò la chef, Ada, Rossella Brescia la mia aiutante in cucina, e le altre due protagoniste saranno in sala. Si scontreranno e si confronteranno, con i loro quattro vissuti, ci saranno momenti di tensione. Si parlerà delle loro famiglie, e qui, devo dire, la figura maschile non ne esce benissimo».

 
Uomini e cibo, croci e delizie di tutte le donne? 
«Certo, un argomento molto attuale. Uno degli altri tre personaggi a un certo punto dice “mio marito è uno dei pochi che non vuole cucinare”. Poi noi, nel nostro particolare ristorante di scena, abbiamo l’ambizione della stella. Sul palco proporremo un percorso in cui ci si diverte, gli spettatori si possono ritrovare, tra uomini, rapporti con i figli e anche col cibo». 


Difficile imparare a cucinare?
«Io l’ho sempre fatto in famiglia. A casa siamo sempre stati dei cuochi eccezionali, anche se non professionisti. Per me non è stato difficile, direi normale: ho una cucina grande e prima del Covid, preparavo pranzi anche per 30 persone e più». 


Per questo le hanno dato il ruolo di capo chef?
«Dovrebbe chiederlo al regista! Scherzi a parte, di certo per me era più facile ritrovarmi a dirigere, sul palco, una cucina grande. Noi cuciniamo davvero durante lo spettacolo. Il regista voleva che cucinassimo e poi il pubblico assaggiasse, ma la legge non lo consente e allora alla fine dello spettacolo, grazie a un catering, fuori c’erano alcuni assaggi. Ora questa parte a causa della pandemia non c’è più». 


A Tosca D’Aquino cosa piace cucinare?
«Tutto! Salemme mi prende in giro, quando dice “la tua cena è un attentato”. Io preparo ogni cosa, dall’aperitivo al dolce, è tradizione. E, a proposito di tradizione napoletana, cucino i piatti più tipici, come il Sartù di riso, o la parmigiana di melanzane. Viaggio molto e mi piace sperimentare il fusion, spazio, ho fatto corsi di cucina, e mi piace preparare risotti. Ho anche vinto gare di dolci».


Voi fate uno show cooking dal vivo, ma cosa pensa dei reality in tv?
«Sono divertenti. Danno anche spunti, perché sono tutti bravi e anche i giudici, che conosco. Anche la gara ha il suo particolare divertimento. Pur se a volte le prove sono assurde. Io di questo ne ho parlato anche con Antonino Cannavacciuolo, gli ho chiesto il senso di far spennare un pollo in una gara di cucina. Ma è una gara e anche quelle sono prove».


Progetti futuri?
«Appena finito questo tour, farò “Fiori d’Acciaio”, basato sul film di Julia Roberts: il mio ruolo sarà drammatico. Poi uscirà a breve un film per Rai1 e una fiction sulla ‘ndrangheta. Ruoli diversi, ma mi piace diversificare». 


Conosceva le Marche?
«Le amo. Ho lavorato con Solari e sono stata, in passato, due mesi ad Ancona. Da voi poi si mangia benissimo».

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