L’ascolana Scarlet Deange con “Ad alta voce” denuncia la violenza di genere e il femminicidio: «Il mio indie-rock per le donne»

Domenica 7 Novembre 2021 di Filippo Ferretti
La cantautrice ascolana Scarlet Deange

ASCOLI - È giovanissima e bellissima, intraprendente nelle idee e nelle sue performance artistiche ma nel fare musica è ricca di influenze del passato, abbracciando spesso non solo i percorsi professionali di autentici miti femminili dei decenni scorsi, da Ami Winehouse a Blondie, ma anche tornando sui temi, sulle vite e sulle psicologie che hanno caratterizzato tali mostri sacri. Nel suo iter artistico, iniziato da poco ma già folgorante per echi e prolificità, la cantautrice ascolana Scarlet Deange ha deciso di dare voce a coloro che non possono, battendosi con il suo temperamento al fianco di donne umiliate, danneggiate, calpestate, trattando nel suo singolo più recente, pieno di influenze indie-rock, un testo che racconta la violenza di genere e il femminicidio.
Venticinquenne, questa artista dalla così forte personalità, sempre alla costante ricerca di nuove sonorità e volta a una continua sperimentazione, ha appena pubblicato il brano “Ad alta voce”, un pezzo destinato a far discutere, il grido rock di una giovane mamma a favore di tutte le donne. Con questo pezzo, Scarlet Deange trasmette all’ascoltatore l’inquietudine che accompagna episodi che colpiscono la società da millenni e che sfociano nella disparità di genere. Si tratta di una canzone che descrive la psicologia di una vittima di violenza, di un individuo che viene brutalizzato due volte: la prima dal carneficine e la seconda dall’omertà delle istituzioni, successivamente all’oblio che segue denunce spesso ignorate o rimandate mediante iter giudiziari troppo lunghi. 
«Ho scritto questo brano durante un momento in cui io stessa mi sono ritrovata a dover stringere i denti di fronte situazioni di grande disparità e ho avvertito forte in quel momento la frustrazione di tante come me», spiega la cantautrice a proposito del brano, i cui climi appaiono esasperati, anche perché in quegli stessi giorni i telegiornali parlavano di continui femminicidi. «Prima che essere una cantante sono una giovane mamma e io stessa non mi sento sufficientemente tutelata e protetta in questo paese dai nostri sistemi», prosegue Scarlet Deange, rammaricandosi del fatto che attualmente, essere categorie deboli, donne e madri, significhi accettare di soccombere e rimanere in silenzio.
«Viviamo in un sistema patriarcale, lo stesso che vede primeggiare ambienti dove sono presenti gli abusi. Come ci si deve comportare e chi ci può aiutare se non l’istituzione?», si rammarica, evidenziando che nel pezzo è presente tutta la rabbia proveniente da tante storie diverse, in cui le donne coinvolte hanno solo il torto di avere amato la persona sbagliata. «La canzone racconta la parte estrema del problema, perché si parla di uno stupro, a seguito del quale alla vittima si riesce persino a farle arrivare l’accusa di essersela “andata a cercare, perché abbigliata in modo non decoroso”», conclude l’artista che alle donne vittime di violenza vuole prestare la sua voce. Una voce forte e arrabbiata affinché non si sentano più sole.

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