Camminare allunga la vita? Lo studio dice sì: «Meglio se a passo veloce»

La ricerca condotta dall'Università di Sydney ha inoltre confermato che non servono i fatidici 10mila passi

Camminare allunga la vita? Lo studio dice si: meglio se a passo veloce
Camminare allunga la vita? Lo studio dice si: meglio se a passo veloce
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Venerdì 16 Settembre 2022, 13:44 - Ultimo aggiornamento: 18 Settembre, 01:42

Camminare a passo svelto allunga la vita e non serve raggiungere la soglia dei 10mila passi. Un maxi studio senza precedenti ha confermato che camminare previene malattie cardiovascolari, ma anche demenza e tumori.

Camminare allunga la vita: lo studio

La novità questa volta risiede nel fatto che camminare velocemente, senza necessariamente raggiungere la soglia dei raccomandati 10 mila passi al giorno è ugualmente efficace. Lo studio, svolto da Matthew Ahmadi, ricercatore presso il Centro Charles Perkins dell'Università di Sydney, ha ottenuto una doppia pubblicazione su prestigiose riviste scientifiche come JAMA Internal Medicine e JAMA Neurology.

«Per gli individui meno attivi, il nostro studio dimostra che anche solo 3.800 passi al giorno possono ridurre il rischio di demenza del 25%», dichiarano i ricercatori. La svolta è rappresentata dal fatto che ogni 2.000 passi giornalieri (soglia minima) il rischio di morte prematura si riduca tra l'8 e l'11%, fino a circa 10.000 passi al giorno (soglia massima).

Lo stesso identico tipo di attività fisica protegge anche dal manifestare malattie cardiovascolari e tumori. Inoltre un numero giornaliero maggiore di passi è stato associato a un rischio inferiore di ogni tipologia di demenza. Lo studio conclude: «9.800 passi al giorno è risultata la dose ottimale legata a un rischio di demenza inferiore del 50%, ma il rischio è risultato ridotto del 25% con un minimo di 3.800 passi al giorno. Non è importante solo il totale dei passi giornalieri. Iintensità del passo o un ritmo più veloce hanno mostrato a loro volta di ridurre il rischio di demenza, malattie cardiache, cancro e morte associata a queste patologie».

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