Focolaio dopo una gara, contagiati giovani atleti romani: paura nei circoli sportivi

Martedì 7 Settembre 2021 di Alessia Marani
Focolaio dopo una gara, contagiati giovani atleti romani: paura nei circoli sportivi

Non c’è solo il d-day del 13 settembre, quando anche le aule e i corridoi delle scuole della Capitale torneranno a ripopolarsi di studenti, a preoccupare gli esperti del contact tracing delle Asl alle prese con delicate indagini epidemiologiche, fondamentali a spezzare la catena dei contagi. Nel faro degli “007” a caccia del virus da pochi giorni è la ripresa delle attività sportive, specie di quelle gare ed eventi cosiddetti “minori”, che sono al di fuori dei circuiti di primo piano e di più alto livello nazionale maggiormente monitorati dal punto di vista della prevenzione. Tuttavia si tratta di eventi che radunano, allo stesso modo, numerosi atleti che siano professionisti, dilettanti o alle prime armi. 

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L’EVENTO
È il caso di un vasto gruppo di ragazzini romani di età tra i 14 e i 15 anni (le classi 2007 e 2008), maschi e femmine, almeno una ventina, che nei giorni scorsi hanno preso parte a una competizione di atletica leggera nel Reatino, e dove nelle ultime ore sono risultati positivi due partecipanti. L’alert della Asl di Rieti è rimbalzato, dunque, a tutte quelle realtà sportive che hanno presenziato alla gara e nella Capitale sono stati coinvolti i giovanissimi tesserati di una palestra del quadrante sud, nella zona del Portuense, ma che di fatto risiedono in più municipi della città. Tutti atleti che ora i servizi Sisp delle Asl romane stanno rintracciando e mettendo in quarantena. 

I TIMORI
Rispetto alle prime ondate del contagio ad aiutare a mettere un freno alla velocità della diffusione e alle conseguenze più drammatiche di una eventuale infezione sono corse in supporto le vaccinazioni. Ma quando si tratta di sportivi molto giovani, la percentuale dei non immunizzati sale vertiginosamente. Gli esperti tuttavia, in questo caso, non nascondono un certo ottimismo: l’atletica leggera è una disciplina molto individualista che si svolge all’aperto, le distanze sono giocoforza rispettate e gli interscambi tra i praticanti molto più limitati rispetto ad altre attività. Ma il fatto di avere condiviso per molte ore spogliatoi, armadietti, docce e ambienti comuni, ha comunque fatto scattare tutte le misure di sicurezza, comprese le opportune quarantene per evitare focolai a grappolo all’interno delle famiglie e dei singoli gruppi di amici. Il timore, però, è che insieme al riavvio delle scuole, la riapertura di molte palestre e campi sportivi (dove, sia chiaro, sono state disposte rigide misure di prevenzione e sanificazione degli ambienti) possa fare aumentare esponenzialmente il numero dei contagi. 

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VARIANTE ALFA
A fare “saltare il banco” potrebbe essere il mix tra ritorno a scuola, riapertura delle attività sportive (specie di squadra e/o indoor) e il rientro “in blocco” dalle vacanze, specialmente dall’estero. Se le varianti finora riscontrate sembrano, man mano, confluire nella accezione inglese, fa preoccupare la cosiddetta variante Alfa proveniente esclusivamente dall’Australia. Al momento, però, a Roma non si sarebbero registrati casi. 
Intanto nel Lazio, ieri, su 8520 tamponi molecolari e 9139 test antigenici, si registrano 354 nuovi casi positivi (+59), 5 i decessi (-2), 481 i ricoverati (+12), 63 ricoveri nelle terapie intensive (-1) e 555 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 2%. I casi a Roma città sono a quota 181. Come ha fatto sapere l’assessore Alessio D’Amato, a capo della Unità di crisi anti-Covid, al termine della consueta riunione con tutti i vertici di aziende ospedaliere e Asl. Tra poche ore si dovrebbe concretizzare il traguardo della immunità di gregge per la regione, e a ieri il 79 per cento della popolazione over 12 risultava vaccinato in doppia dose. Un fattore che contribuirà a limitare gli effetti della circolazione del virus proprio nelle scuole e nel mondo dello sport giovanile.

Ultimo aggiornamento: 8 Settembre, 00:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA