Vallefoglia, maxi vincita da 300mila euro e reddito da 123mila del marito nascosti per non perdere il reddito di cittadinanza

Venerdì 12 Marzo 2021 di Gianluca Murgia
La Finanza al lavoro

VALLEFOGLIA Percepiva il reddito di cittadinanza anche se, in due anni, aveva vinto 300mila euro al gioco online e il marito ne aveva messi in tasca altri 123mila frutto di evasione fiscale come rivenditore di frutta e verdura. Un gruzzolo, mai dichiarato, a cui si sono poi sommati i lavori, tramite agenzia interinale, svolti successivamente dallo stesso marito e dal figlio. Una 48enne, residente da alcuni anni a Vallefoglia, in una casa in affitto, è stata incastrata e denunciata dalla compagnia della Guardia di Finanza di Pesaro diretta dal comandante Tommaso Commissione. 

 

 

 
Gli accertamenti, effettuati in collaborazione con l’Inps, hanno permesso di appurare che quanto dichiarato nella documentazione presentata all’Istituto di previdenza sociale non corrispondeva alla effettiva disponibilità patrimoniale del nucleo familiare della donna. La 48enne, infatti, si era “dimenticata” di dichiarare ai fini Isee due diverse vincite conseguite con i giochi online: 80mila nel 2017 e 220mila nel 2018, rispettivamente con Lottomatica e scommesse Betfair online (dimostrando evidentemente capacità economica anche per poter effettuare ripetute giocate). Eppure si era ben guardata dal rinunciare al reddito di cittadinanza per un totale di 11.825 euro. Briciole ma evidentemente utili. Non solo: durante il sostegno la donna non ha comunicato all’Inps, pur essendone obbligata, l’acquisto di una Mazda, né che due componenti del proprio nucleo familiare fossero stati nel contempo assunti, come interinali, lavoratori dipendenti a termine (in 2 anni altri 26mila euro complessivi il marito, e circa 10mila euro il figlio).

L’indagine è partita dall’aspetto fiscale, incrociando il fatturato di alcune società con la partita Iva del marito. Un caso nel caso, insomma: così si sono scoperti i 123.000 euro frutto di evasione fiscale, nell’ambito della gestione di un’attività nel settore del commercio al dettaglio di frutta e verdura con l’ausilio di un furgoncino. Tali ripetute dichiarazione false hanno consentito alla donna di percepire indebitamente nel 2019 e mantenere nel 2020 il reddito di cittadinanza, per un importo complessivo pari ad 11.825 euro. Non avendo i requisiti per beneficiare dell’intervento di politica sociale, è stata denunciata per aver indebitamente percepito erogazioni a danno dello Stato, che segnalata all’Inps competente, per la revoca del sostegno e il recupero della somma complessivamente incassata. 

L’attività posta in essere conferma il ruolo fondamentale di polizia economicofinanziaria affidato alla Guardia di Finanza a contrasto di chi, accedendo indebitamente a prestazioni assistenziali erogate dallo Stato, sottraggono importanti risorse economiche destinate a favore di persone e famiglie che si trovano effettivamente in condizioni di bisogno. Un caso eclatante, quest’ultimo, ma che non segna comunque un incremento di casi analoghi sul nostro territorio. 

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