Sassocorvaro, il comitato pro ospedale denuncia: «Da 2 giorni ambulanze senza medici»

Sassocorvaro, il comitato pro ospedale denuncia: «Da 2 giorni ambulanze senza medici»
Sassocorvaro, il comitato pro ospedale denuncia: «Da 2 giorni ambulanze senza medici»
di Eugenio Gulini
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Domenica 3 Luglio 2022, 06:05 - Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 08:19

SASSOCORVARO - «E così dopo la falsa apertura dei 32 posti letto di lungodegenza e cure intermedie sono due giorni che la postazione del 118 di Sassocorvaro è costretta a dare assistenza senza il medico a bordo». Il presidente Tiziano Cigni e il componente Mencarelli del comitato pro riapertura del locale ospedale Lanciarini tornano a puntare l’indice.

«I cittadini del Montefeltro - affermano - devono sapere che in questi giorni se chiamano il 118 non possono avere quell’assistenza medica cui sono abituati. Praticamente nell’autoambulanza del 118 trovano solo l’autista e un infermiere. Vogliamo sperare che questa sia una situazione d’emergenza che cessi subito perché per il nostro territorio, lontano dai luoghi di assistenza per malati acuti, è veramente intollerabile ed estremamente pericoloso che il 118 non disponga del medico per la salvaguardia della vita di chi vive in questi luoghi. E non si tiri in ballo la possibilità dell’eliambulanza, che sono 2 per tutta la regione, perché non sarebbe altro che l’ennesima presa in giro. Il comitato pro riapertura ospedale Lanciarini – continuano Cigni e Mercatelli - è stanco di portare avanti queste battaglie civili sulla sanità pubblica senza intravedere una via d’uscita ma solo promesse puntualmente disattese. Siamo costretti ad assistere a dei falsi annunci». 
I due esponenti del comitato sottolineano che il sindaco di Sassocorvaro Auditore ha tappezzato il territorio comunale con poster che fanno intendere che con l’inaugurazione del 15 giugno 2022 s sia riaperto l’ospedale. «Niente di più ingannevole - puntualizzano Cigni e Mercatelli - tant’è che risultano esserci zero ricoverati. Teniamo sempre presente che il privato è convenzionato, ragion per cui si tratta sempre di soldi pubblici che paghiamo noi cittadini».

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