La rabbia di 80 residenti che firmano un esposto: «Siligate, barriere impattanti»

Lunedì 25 Gennaio 2021 di Thomas Delbianco
La strada delle Siligate a Pesaro

PESARO - Barriere lungo le Siligate, esposto di 80 residenti. «Impatto ambientale e maggiore pericolosità, così sarà una superstrada. C’è ancora tempo per tornare indietro: due corsie e limiti di velocità più bassi». I malumori, all’arrivo dei tecnici di Anas per realizzare le barriere spartitraffico lungo la Ss16 nella zona delle Siligate, emergono pubblicamente con la lettera del Comitato per la tutela e la valorizzazione dell’Area della Consolare Flaminia.

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«L’installazione del new jersey è stata ripetutamente giustificata sulla stampa con i gravi incidenti avvenuti nel tratto successivo al valico delle Siligate, quello della variante. E’ la prima volta però che si arriva a dire che la misura serve a prevenire i presunti comportamenti scorretti dei residenti. Ciò è semplicemente assurdo e dimostra come Anas non si sia neppure preoccupata di leggere il lungo esposto sottoscritto da oltre 80 residenti che chiarisce le motivazioni della nostra contrarietà». 


Inaccettabile
Il Comitato ritiene che «sia inaccettabile la totale assenza di trasparenza con cui è stato portato avanti un intervento così impattante e che va a discapito di tutti i numerosi portatori di interesse. Il tratto dalla Bmw al valico non ha sempre avuto la conformazione attuale, cioè le 4 corsie e la doppia striscia continua che inizia proprio all’altezza della concessionaria. Al contrario, la strada aveva in passato le stesse caratteristiche del tratto precedente. Ciò che vediamo ora è il frutto di interventi successivi, anche recenti, finora sempre subiti dai residenti. Oggi, di fronte a questo intervento insensato e costoso, poniamo con forza questa domanda: quali sono le ragioni di sicurezza e di pubblica utilità che motivano l’esistenza di 4 corsie in questo tratto ed il limite dei 90 Km a ridosso delle abitazioni, non riscontrabile in alcuna altra strada con caratteristiche simili della provincia?».

I residenti propongono una soluzione alternativa: «Ciò che occorrerebbe è esattamente il contrario di quanto Anas è in procinto di fare: restituire finalmente a questo tratto le stesse caratteristiche del tratto precedente e successivo, che sono analoghi in tutto e per tutto; un tratto della vecchia strada consolare che presenta una successione di sbocchi di strade, abitazioni e passi carrai, con lo stesso identico carico di traffico di Cattabrighe e Colombarone. Solo qualche decina di metri prima della Bmw, via Romagna presenta 2 corsie ed un’ampia banchina per l’entrata e l’uscita in sicurezza dalle strade laterali e dalle abitazioni. E così pure a Colombarone. In tutte le strade provinciali si è giunti ad identificare soluzioni di calmieramento della velocità attraverso la riduzione della dimensione delle corsie e l’abbassamento dei limiti di velocità». 


Che cosa non va
Altro elemento ritenuto penalizzante di questo intervento riguarda «l’impatto ambientale e paesistico di un muro in cemento alto un metro e che costituirà un limite di separazione invalicabile fra il territorio del Parco e quello del pre Parco. L’istituzionalizzazione di una “superstrada” a ridosso di una vera e propria perla del nostro territorio, il parco naturale del San Bartolo, si può davvero definire come miglioramento della sicurezza ed un intervento di pubblica utilità? - conclude il Comitato - La città di Pesaro non può perdere l’opportunità per un ripensamento di questo intervento che restituisca alla cittadinanza una strada veramente sicura per tutta la collettività, tutelandola e valorizzandola, perché si adatti al contesto meraviglioso ed unico in cui si trova». 

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