New jersey a protezione delle Siligate: anche il sacerdote perde la pazienza

Venerdì 5 Marzo 2021 di Thomas Delbianco
New jersey a protezione delle Siligate: anche il sacerdote perde la pazienza

PESARO  - «Quelle barriere stravolgono il paesaggio, tutto quel cemento mi ricorda le periferie romane. Si trovi una soluzione ragionevole per la sicurezza della strada alla quale tutti teniamo, senza bisogno di installare i new jersey». Don Daniele Federici è il parroco di Fiorenzuola di Focara. Racconta che «ogni giorno dal San Bartolo vado in auto verso Pesaro», e si ritrova davanti il cantiere di Anas per l’installazione dei new jersey lungo il tratto di Statale che scende verso la concessionaria Bmw. E quel che vede non lo convince affatto. 

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Ma oltre all’esperienza diretta, «c’è una percezione generale, parlando con i residenti e ascoltando quello che mi raccontano, che quella situazione è pericolosa. Il cantiere lo vedo molto stretto, l’uscita e l’entrata dalle vie trasversali alla Statale e dalle abitazioni non è in sicurezza. E anche la viabilità ne risente, se ci si imbatte in un ciclista, si procede al passo della bicicletta. E’ capitato anche a me in alcune occasioni di trovarmi in difficoltà con auto e bici affiancate, se avessi dovuto girare in una via, avrei fatto molta fatica». La barriera a delimitare una sola corsia di marcia è temporanea e, in attesa di capire quale piega prenderà la situazione dopo la richiesta della Sovrintendenza al Comune di sospendere i lavori (da un paio di giorni pare che il cantiere sia in stand-by), il piano prevede di spostarla al centro della carreggiata. Ma le cose per Don Daniele non miglioreranno di certo. 

«Il new jersey messo al centro, è proprio brutto, uno stravolgimento del paesaggio. Ho abitato tanti anni a Roma - racconta il parroco - conosco le periferie romane e mi sembra di rivedere quelle realtà, che spesso sono invase dal cemento. Spero che si risolva la situazione nella maniera più ragionevole. Mi pare impossibile che l’unico modo per mettere in sicurezza la strada, a cui teniamo tutti, siano queste barriere al centro che stravolgono l’area paesaggistica». 

«Intanto, questa settimana, così come già anticipato non si è tenuto l’incontro tra Anas e il Comitato Consolare Flaminia, in quanto il comitato stesso ha deciso, alla luce della lettera della Soprintendenza, di non avere un confronto a parti separate, ma un incontro nelle sedi istituzionali, con tutti i soggetti interessati al procedimento di autorizzazione paesaggistica, così come richiesto dalla stessa Sabap Marche. Per questo ora spingeranno verso gli enti coinvolti affinchè questa riunione si possa tenere il prima possibile. 

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