Quando la royal doggy bag del designer pesarese Ginepro incantò la Regina Elisabetta. «Che emozione parlarci»

A sinistra Mirko Ginepro mentre parla con la Regina Elisabetta II all Istituto Europeo di Design
A sinistra Mirko Ginepro mentre parla con la Regina Elisabetta II all’Istituto Europeo di Design
di Luca Senesi
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 21 Settembre 2022, 02:40 - Ultimo aggiornamento: 19:32

PESARO Con il funerale della Regina Elisabetta II si sono chiusi i 10 giorni di lutto iniziati l’8 settembre con la sua morte. Ma la memoria della regina infinita continua a suscitare emozioni e i racconti di chi ha avuto la sorte di incontrarla. Tra questi un pesarese che venti anni fa lo ha fatto. Parliamo di Mirko Ginepro industrial designer con tanto di studio nella centralissima via Gramsci 37. Figlio di un altro pesarese altrettanto noto, quel Sergio Ginepro, storico commerciante, scomparso un anno fa proprio a settembre. 


La selezione regale


L’occasione dell’incontro tra i due si è verificata ad ottobre del 2000 quando la Regina Elisabetta II si trovava a Milano e nel suo itinerario inserì una visita anche all’Istituto Europeo di Design per conoscere un luogo dedicato alla formazione del design Made in Italy. Per l’occasione l’istituto aveva selezionato una decina di studenti tra i più meritevoli freschi di diploma (oggi il titolo è diventato laurea) ognuno dei quali con un progetto da presentare a sua maestà. Ginepro si era diplomato l’anno prima, nel 1999 e fu tra quelli selezionati. Il suo progetto per la Regina era la Royal doggy bag «Si trattava di un “packaging” per conservare gli avanzi da portare al cane – spiega lo stesso Ginepro - studiando e informandomi per la creazione del progetto scoprii che la regina era una appassionata di cani e in particolare della razza Corgi. Così pensai a questo oggetto che realizzai con un design sobrio e arricchii la presentazione con l’immagine di uno dei suoi cani a grandezza naturale che osservava l’oggetto disposto sopra un tavolo».

L'idea


L’idea fu davvero azzeccata dal momento che quando la Regina fece il suo ingresso nell’Aula magna dove erano esposti i progetti, fu colpita dalla sagoma dell’animale riprodotta fedelmente e si avvicinò al suo autore. L’emozione in Mirko Ginepreo fu notevole, anche perché in preparazione di quel momento erano stato spiegato a tutti i laureandi le norme di comportamento per l’incontro con sua Maestà, un cerimoniale con modi di porsi e di fare ben determinato. Alla fine però tutto andò bene.

«Parlò solo con me»


«E’ venuta verso di me e mi ha parlato, fui l’unico con il quale lo fece - ricorda Ginepro – mi chiese informazioni sull’oggetto, com’era nata l’idea, come lo avevo realizzato e così via. Rimase colpita della cosa e ricordo che fu particolarmente contenta di aver trovato un oggetto che dimostrasse sensibilità verso gli animali. Mi disse che avrebbe consigliato al suo popolo di seguire l’esempio pensando al cibo per i propri animali».


L’emozione per sempre


La Royal doggy bag non fu messa in commercio ma l’episodio allora regalò a Ginepro un momento di celebrità con articoli in merito e l’interesse dei diversi giornalisti che lo intervistarono sul suo scambio di battute con la Regina. Nel corso degli anni non sono mancate per lui le occasioni di ricordare e raccontare quell’episodio «Quando ho saputo della sua morte ovviamente ne sono rimasto dispiaciuto ed ho subito ripensato a quel momento. In questi anni diverse volte mi è tornato in mente ed ho parlato di quell’episodio; la regina è stata una delle persone più influenti al mondo e io ho potuto avere l’onore di incontrarla e parlarci».

© RIPRODUZIONE RISERVATA