«La cura con gli anticorpi monoclonali è molto efficace». Carloni visita Marche Nord

Lunedì 22 Marzo 2021
Mico Carloni in visita a Marche Nord

PESARO - Visita più o meno a sorpresa ma quanto mai gradita del vicepresidente della Regione Marche Mirco Carloni a Marche Nord. Una visita mirata che voleva essere un ringraziamento all’impegno profuso dai sanitari che stanno lavorando ormai da più di un anno praticamente no-stop contro il coronavirus ma anche un incoraggiamento per gli operatori che in questi giorni sono impegnati nella cura degli anticorpi monoclonali.

 

 

Terapia efficace
«La cura con gli anticorpi monoclonali per il Covid è molto efficace - ha poi postato l’assessore Carloni - e sono orgoglioso che proprio a Marche Nord inizi finalmente questa battaglia contro questo virus. Desidero ringraziare il mio collega Filippo Saltamartini che sta facendo cambiare il passo alla sanità marchigiana e il direttore generale di Marche Nord Maria Capalbo. Ho incontrato il dottor Gabriele Frausini e i suoi straordinari ragazzi a cui ho detto che siamo orgogliosi del loro lavoro».

L’impegno
E proprio il dottor Frausini, primario della Medicina subintensiva di Marche Nord, in questi giorni è impegnato nella terapia sperimentale che sta dando promettenti risultati e che vede nelle Marche proprio l’Azienda ospedali riuniti Marche Nord fare da apripista. La terapia consentirà una riduzione dei ricoveri e dei decessi stimata intorno all’85%.

Questa nuova arma terapeutica rappresenta, insieme ai vaccini, un ulteriore passo verso il ritorno alla normalità. Nelle Marche sono in arrivo 133 flaconi di anticorpi monoclonali che saranno distribuiti nei nosocomi della regione. L’ospedale di Pesaro ha già iniziato la sperimentazione e altre quattordici strutture tra Ancona, Urbino, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova Marche, Macerata, Camerino, Fermo, San Benedetto e Ascoli, hanno già ricevuto l’abilitazione per avviare la terapia, efficace nella fase iniziale di positività dei pazienti.

Saranno inoltre coinvolti medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e le Usca cui spetta individuare i candidati al trattamento che avverrà sempre in ambiente protetto. Il tutto in funzione anche della ricerca scientifica: i dati andranno ad incrementare uno studio farmacologico al quale partecipano anche infettivologi e l’Ospedale Spallanzani di Roma.

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