Mondolfo, mamma disoccupata
con figlia disabile riceve sfratto

Mamma disoccupata
con una figlia disabile
riceve lo sfratto: «Aiutateci»
MONDOLFO - Senza lavoro, con una figlia disabile e una spada di Damocle che incombe che si chiama sfratto. Nadia Mencarelli, una mamma di 57 anni residente a San Sebastiano, chiede aiuto per una situazione sociale ed economica che se non cambierà a breve costringerà la donna a perdere la casa e probabilmente anche a non poter curare adeguatamente la figlia. «Sono disperata perché da anni cerco un rimedio a una situazione in cui mi sono trovata mio malgrado e anche per una serie di fatti che si trascinano dal punto di vista giudiziario. Il mio ex marito – racconta la donna – attualmente non è in Italia, si trova all’estero e c’è in corso una causa proprio per la mancanza di alimenti che non ci ha mai versato. Ho chiesto aiuto e una possibilità ai servizi sociali ma al di là di collaborazioni part time per neanche 500 euro al mese non abbiamo trovato nulla che possa fare al nostro caso».

Dalla fine del mese di luglio, la donna si trova tra l’altro nella condizione di non avere più acqua potabile in casa. Non ci sono soldi per le bollette, l’abitazione è stata pignorata e a giorni la donna vive con ansia la notifica dell’ordine esecutivo di sfratto. «Sono già venuti i rappresentanti di un’agenzia immobiliare che quasi ci hanno messo nella fretta di dovercene andare ancor prima dello sfratto. Una cosa assurda, agghiacciante per chi come noi non ha possibilità di un lavoro stabile – prosegue Nadia Mencarelli –. Considero tutto questo un’ingiustizia perché ad esempio per l’acqua non ci è stato riconosciuta la possibilità di aderire al fondo solidale di Aset per le famiglie in difficoltà». Ogni giorno, tempo e sacrifici per rifornirsi con taniche da riempire per portare l’acqua a casa. «Non sappiamo più come fare, se c’è qualcuno che può aiutarci noi gli saremo eternamente grati. Io ho una figlia maggiorenne che è disabile al 50 per cento. E’ stata operata al rene da piccola. Praticamente mia figlia vive con un rene solo ed è stata curata prima ad Ancona e poi successivamente l’abbiamo portata anche a Roma». Nadia va avanti con lavori saltuari e la figlia recentemente aspetta ancora delle mensilità arretrate come barista. «Non so come faremo, non credo - conclude - neanche ci sarà possibilità di fare appello per rinviare l’esecuzione del giudice. Dove andremo proprio non lo so».
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Giovedì 12 Ottobre 2017, 16:44 - Ultimo aggiornamento: 12-10-2017 16:44

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