Anche la sede dell'ex Bankitalia è rimasta al palo

Domenica 10 Novembre 2019
LO STALLO
PESARO Contenitori vuoti che finiscono in asta, ma che non vengono acquisiti e restano senza destinazione. Tra questi i casi più emblematici sono il palazzo ex Banca d'Italia in via Rossini e Villa Marina in viale Trieste. Nell'estate 2018 la direzione centrale di Bankitalia aveva avviato una procedura per la vendita dell'immobile che ospitava la ex filiale di Pesaro. L'immobile di via Rossini è stato realizzato nel 1964 dall'Impresa Spartaco di Roma su progetto del noto architetto Gaetano Minnucci. L'edificio è costituito da un unico corpo di fabbrica di pianta rettangolare e corte interna, composto da quattro piani fuori terra oltre a un seminterrato e un piano sottotetto. Ha una superficie commerciale di 3.286 mq e una destinazione d'uso mista: istituto di credito e residenziale (n. 4 unità immobiliari). Cosa che poteva rendere appetibile l'investimento. La struttura portante è interamente in conglomerato cementizio armato intelaiata, formata da pilastri, travi in altezza e solai in latero-cemento a nervature parallele del tipo gettato in opera. C'erano stati degli approcci, ma all'apertura delle buste, lo scorso gennaio, le offerte presentate non furono giudicate idonee. Non c'era una base d'asta, si procedeva con la miglior offerta in linea con l'andamento del mercato, ma nessuna soddisfaceva le aspettative di Bankitalia. Al momento non è stato presentato un nuovo bando. Ancora un'asta deserta anche per Villa Marina, l'ex Postelegrafonici in viale Trieste. Dopo tre bandi andati deserti, il prezzo dell'ex colonia di proprietà dell'Inps rimasta aperta fino al 2003, era calato e nonostante fosse divisa in due blocchi (6,5 milioni per la colonia e 2,6 milioni per l'area sportiva) nessuno si è fatto avanti, ora si valuterà un nuovo bando.
lu. ben.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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