Carabiniere ucciso in Congo. la proposta del sindaco: «La caserma porterà il nome di Vittorio»

Mercoledì 24 Febbraio 2021 di Marco Cusumano
Vittorio Iacovacci

Nel giorno del dolore per l'arrivo a Roma della salma di Vittorio Iacovacci, il sindaco di Sonnino, Luciano De Angelis, annuncia di voler intitolare la stazione dei carabinieri alla memoria del concittadino ucciso in Congo. «E' un'idea - spiega il primo cittadino - che abbiamo avuto per onorare al meglio la memoria di Vittorio Iacovacci. Oltre a indire il giorno di lutto cittadino in concomitanza con i funerali, che probabilmente saranno funerali di Stato, vogliamo chiedere ai vertici dell'Arma di intitolare la caserma dei carabinieri di Sonnino al nostro concittadino scomparso in maniera così atroce nell'agguato in Congo. Ci sembra un modo importante per ricordare una persona amata e stimata da tutti in paese, così come la famiglia dalla quale proviene. La nostra sarà una proposta, nero su bianco, che sarà inviata al comando generale dei Carabinieri, poi spetterà ovviamente all'Arma l'ultima parola e la decisione finale».

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Ieri i parenti di Vittorio Iacovacci, in particolare il fratello e la sorella, erano pronti a partire per il Congo per riportare in Italia la salma, ma in giornata è arrivata la notizia della partenza dell'aereo militare diretto in Italia, dunque il viaggio è diventato superfluo. «Ho sentito il fratello - racconta il sindaco De Angelis - tutti i familiari sono distrutti dal dolore per un epilogo così violento e per certi versi inaspettato. La notizia ha sconvolto tutta nostra comunità. Loro sono chiusi nel loro dolore ma sentono il calore del paese che sta manifestando in ogni maniera possibile la vicinanza a una famiglia travolta da un evento così grave». Vittorio Iacovacci sarebbe rientrato in Italia tra pochi giorni per raggiungere la famiglia e, in particolare, la fidanzata con la quale avrebbe vissuto nella casa accanto ai genitori, in località Capocroce.
IL COMANDANTE
«La scomparsa di Vittorio Iacovacci lascia in tutti i militari del Reggimento un vuoto immenso. Era molto amato e stimato da tutti i commilitoni per il grande altruismo che ha sempre dimostrato in questi anni, ma anche per la ferma determinazione e la grande professionalità» commenta il Colonnello Saverio Ceglie, Comandante del 13° Reggimento Fvg di cui faceva parte il carabiniere di Sonnino. «E' doveroso ricordare anche il suo grande attaccamento al Reggimento e alla bandiera di guerra di questo Reggimento - ha aggiunto - che racchiude la nostra storia e i nostri valori. Le volte che l'ho incontrato in tutte le attività addestrative propedeutiche al suo impiego in missione ha sempre dimostrato ferma determinazione e grande entusiasmo».
A Kinshasa dallo scorso settembre, Iacovacci faceva parte dell'aliquota dell'Arma che garantisce la tutela della rappresentanza diplomatica italiana in Congo. Il suo compito - molto delicato in un Paese così pericoloso - quello di proteggere l'ambasciatore Attanasio nelle sue uscite. Una missione che gli è stata fatale.
Marco Cusumano
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Ultimo aggiornamento: 09:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA