Sonnino piange Vittorio Iacovacci. Il dolore dei parenti: «Lo aspettavamo a casa»

Martedì 23 Febbraio 2021 di Marco Cusumano
La casa della famiglia Iacovacci a Sonnino (foto Gabriele Tamborrelli)

«Era orgoglioso del suo ruolo, era un ragazzo indescrivibile, pieno di vita, una vita spezzata così...». Benedetto Iacovacci, lo zio di Vittorio, il carabiniere ucciso in Congo, descrive il militare trattenendo le lacrime con fatica. Davanti alla villetta di famiglia, a Capocroce, una frazione di Sonnino, è un viavai di parenti e amici della famiglia Iacovacci. Qui si conoscono tutti e i genitori di Vittorio sono persone stimate.

«Faccio davvero fatica a parlare per il dolore, Vittorio amava la sua fidanzata e il calcio» racconta un altro parente, Marco. La fidanzata, originaria del Nord Italia, si è perfettamente integrata a Sonnino, dove lavora. Qui avrebbero vissuto insieme, nella casa costruita accanto a quella dei genitori. «Era un bravissimo ragazzo racconta una zia di Vittorio - una bella coppia, avevano già preparato casa e dovevano sposarsi. L'ho visto l'ultima volta a settembre prima che partisse per il Congo. Di lui conserviamo un ricordo indelebile».

Vittorio sarebbe rientrato in Italia tra pochi giorni, dopo i difficili mesi passati in Africa, pronto per cominciare una nuova vita nella sua Sonnino, tra gli affetti più importanti, nella nuova casa con la fidanzata in vista del matrimonio, già rinviato per il Covid, fissato per l'estate.

I genitori restano rinchiusi in casa, protetti da due auto dei carabinieri davanti all'ingresso. Entrano solo amici stretti e parenti. «La mamma non fa che piangere - racconta una parente uscendo dalla villetta - e il papà non sta molto bene, ha anche un po' di febbre. Il dolore è grande, come si fa a perdere un figlio così?». Anche il fratello di Vittorio è militare, anche lui in missione all'estero per la Marina. La sorella minore dovrebbe partire per il Congo, per occuparsi delle pratiche necessarie per riportare a casa la salma di Vittorio. 

Il sindaco, Luciano De Angelis, ha proclamato il lutto cittadino: «La comunità di Sonnino è stata stravolta da questa notizia, per noi è una perdita enorme. Un attentato assurdo, un atto di guerra verso noi italiani. Vittorio era andato a portare la pace in quel Paese e invece è stato ucciso. Ci stringiamo attorno alla famiglia che sta passando un momento drammatico e indescrivibile».

A Kinshasa dallo scorso settembre, Iacovacci faceva parte dell'aliquota dell'Arma che garantisce la tutela della rappresentanza diplomatica italiana in Congo. Il suo compito era proteggere l'ambasciatore Attanasio nelle sue uscite. Il militare - che in precedenza aveva prestato servizio anche alla Folgore - si era arruolato nell'Arma nel 2016 e come primo servizio, nello stesso anno, è stato destinato al 13° Reggimento Carabinieri Friuli Venezia Giulia con sede a Gorizia.

Marco Cusumano

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Ultimo aggiornamento: 11:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA