Zona economica speciale per le Marche, Gelmini dice sì: «Modello Sud per evitare l'arretramento»

Martedì 13 Aprile 2021 di Martina Marinangeli
Zona economica speciale per le Marche, Gelmini dice sì: «Modello Sud per evitare l'arretramento»

ANCONA - Sponda del governo alla proposta della Zona Economica Speciale per le Marche, avanzata da Palazzo Raffaello. A parlare a nome dell’esecutivo Draghi è stata ieri la ministra agli Affari regionali Mariastella Gelmini, protagonista di una serie di incontri sul territorio. Il primo a Palazzo delle Marche, ad Ancona, dove si è confrontata con i rappresentanti del partito (l’assessore Aguzzi, la capogruppo regionale Marcozzi ed il vicepresidente dell’Assemblea legislativa Pasqui) e ha annunciato che «maggio sarà il mese delle riaperture ed il 20 aprile faremo un punto in Consiglio dei ministri per valutare la possibilità, sulla base dei contagi e dell’andamento del Piano vaccinale, di dare qualche segnale di allentamento delle misure già da fine mese». 

 

La decisione della Regione

In questo senso, la decisione della Regione di avviare la stagione balneare dal 1 maggio è percorribile, compatibilmente con l’andamento delle due variabili. Fulcro della tappa dorica è stato però il vertice con il governatore Acquaroli, l’assessore con delega al Sisma Castelli ed il commissario alla Ricostruzione Legnini, a Palazzo Raffaello, dove al tema del Covid si è affiancato quello dell’altro grande dramma marchigiano: il terremoto, oggi al centro di una seduta ad hoc del Consiglio regionale. «C’è da lavorare sodo per la programmazione del Recovery Fund per la ricostruzione, sui cui dobbiamo incardinare 1,7 miliardi di euro - ricorda Gelmini -. In tal senso, ritengo brillante la proposta di una Zes per le Marche, sul modello applicabile in Sud Italia, proprio per evitare che questa regione ed il Centro Italia scivolino su parametri economici negativi. Di questo parlerò con il ministro Carfagna». 
Il dossier infrastrutture
Durante il summit con la Regione si è parlato anche del dossier infrastrutture, con il governatore Acquaroli che ha avanzato proposte per «l’inserimento di interventi nel Recovery Plan, come la Pedemontana delle Marche». Il presidente ha inoltre fatto sapere che nell’assestamento di bilancio regionale – forse già a fine mese – verrà prevista la manovra per i ristori alle imprese colpite dalle chiusure, non coperte dai decreti governativi. Apprezzamento da parte di Gelmini è stato poi espresso per l’approccio improntato alla semplificazione delle procedure targato Legnini, «un modello da esportare». Il commissario incassa il complimento ma detta anche le condizioni: «ricostruzione e rinascita economica devono camminare insieme, non possiamo più permetterci un dualismo». Un monito abbastanza evidente.
Il sollecito al governo
In questo senso, il sollecito al governo arrivato da Castelli è stato quello di «non considerare il tema del terremoto come una questione locale, ma nazionale». Agli appuntamenti anconetani hanno fatto seguito la visita al centro vaccinale di Civitanova - dove ad accoglierla c’era il sindaco Ciarapica -, l’incontro a San Benedetto con il primo cittadino forzista Piunti ed un confronto con enti ed associazioni di categoria ad Ascoli.

 

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