Vendemmia nelle Marche, il vino sarà tanto e di ottima qualità: bottiglie e tappi? Venduti a peso d'oro

Vendemmia nelle Marche, il vino sarà tanto e di ottima qualità: bottiglie e tappi? Venduti a peso d'oro
Vendemmia nelle Marche, il vino sarà tanto e di ottima qualità: bottiglie e tappi? Venduti a peso d'oro
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Mercoledì 14 Settembre 2022, 14:19 - Ultimo aggiornamento: 14:20

Un’annata soddisfacente per quantità e sorprendente per qualità. Ma sul settore pesano i rincari per bottiglie e tappi, oltre ai maxi costi di gasolio e concime lievitati oltre il 100%. Secondo le previsioni vendemmiali dell’Osservatorio Assoenologi, Ismea e Unione italiana vini, presentate oggi al Mipaaf, la siccità e il caldo record di quest’anno non hanno compromesso il vigneto Italia che, all’avvio della campagna vendemmiale, promette uve di qualità dal buono all’ottimo, con una quantità in linea con la media delle ultime annate. E anche per le Marche si prevede un aumento della produzione con una qualità segnalata come buona/ottima.  A garantire la tenuta del prodotto finale, oltre alle provvidenziali piogge di agosto, il lavoro straordinario di ricerca e applicazione dei produttori su una vite sempre più resiliente alle avversità climatiche e metereologiche.

Il dossier sulla vendemmia

Secondo i dati presentati oggi alla presenza, tra gli altri, del ministro e del sottosegretario alle Politiche agricole, Stefano Patuanelli e Gian Marco Centinaio, la produzione 2022 dovrebbe infatti attestarsi intorno ai 50,27 milioni di ettolitri di vino, la stessa quantità dello scorso anno (50,23 milioni di ettolitri di vino il dato Agea 2021) e a +3% rispetto alla media del quinquennio 2017-2021, anche se rimane cruciale l’andamento meteorologico delle prossime settimane.  Nelle Marche le piogge della prima metà di settembre hanno fatto il loro lavoro e così, dopo la grande siccità, la vendemmia torna a sorridere con le stime che parlano addirittura di un +5% rispetto allo scorso anno. Poche piogge e temperature sopra le medie storiche hanno sferzato le vigne marchigiane, alcune delle quali bombardate dalla grandine, tanto che qualcuno ha iniziato a raccogliere le basi spumante anche prima di Ferragosto. La qualità del futuro vino sarà sicuramente buona e ottima con punte d'eccellenza dovuta al buono stato sanitario delle uve ed alla produzione più contenuta rispetto alla media degli ultimi anni. Secondo la stima di Assoenologi, Ismea e Uiv, 895mila ettolitri di ottima qualità prodotti in oltre 15mila ettari di vigneti.

Uva che andrà destinata per la maggior parte a produzioni di qualità che, secondo il report Qualivita Ismea, vale altre 100 milioni di euro, spinto da un export che nel primo semestre 2022 è tornato a crescere con un +40% rispetto a un 2021 (ancora contrassegnato dalle restrizioni Covid) raggiungendo quota oltre 36,8 milioni di euro, superiore al periodo pre pandemico. A pesare sull’interno settore resta la crescita esponenziale dei costi con un +35% in media a causa delle tensioni su energia e materie prime generate dalla guerra in Ucraina con aumenti unilaterali da parte dei fornitori di imballaggi. Nei vigneti si registrano infatti rincari che vanno dal +170% dei concimi al +129% per il gasolio. «Una bottiglia di vetro – spiegano da Coldiretti Marche - costa fino al 50% in più rispetto allo scorso anno, mentre il prezzo dei tappi ha superato il 20% per quelli di sughero e addirittura il 40% per quelli di altri materiali. Per le gabbiette per i tappi degli spumanti gli aumenti sono nell’ordine del 20% ma per le etichette e per i cartoni di imballaggio si registrano rispettivamente rincari del 35% e del 45%».

Geografia del vigneto Italia e Europa 2022

Resta stabile la classifica delle Regioni italiane, capeggiata dal Veneto che, con 11,5 milioni di ettolitri, produce da solo oltre 1/5 del vino italiano. Seguono Puglia ed Emilia-Romagna, con rispettivamente 10,6 e 7,4 milioni di ettolitri, per un prodotto complessivo delle tre Regioni pari al 59% dell’intero vigneto italiano. Sul fronte degli andamenti, la peculiarità della stagione non consente di formulare previsioni omogenee neanche nello stesso areale. Nel Nord Ovest si assiste alla importante flessione della Lombardia (-20%), seguita da quella più moderata del Piemonte (-9%) e della Liguria (-5%) mentre si stima in crescita la Valle d’Aosta (+10%). A Nord-Est segnalate in recupero rispetto allo scorso anno sia Trentino Alto Adige (+10%) che Emilia Romagna (+4%) mentre perdite di lieve entità potrebbero esserci in Veneto (-3%), con il Friuli Venezia Giulia sostanzialmente stabile. Meno variabile la situazione al Centro, dove si assiste al deciso rialzo dei volumi per Umbria (+10%) e Toscana (+12%), seguito da un più moderato aumento nelle Marche e nel Lazio (entrambe a +5%). Al Sud il lieve incremento della Puglia (+3%) si contrappone alla leggera flessione della Sicilia (-5%); si prevede una produzione stabile per l’Abruzzo, il Molise e la Calabria. In crescita anche Campania (+4%), Sardegna (+15%) e Basilicata (10%).

Per quanto riguarda la qualità, in linea generale si aspettano vini eccellenti in Trentino Alto Adige e Sicilia, mentre puntano l’asticella sull’“ottimo” Piemonte, Val d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Toscana, Lazio, Umbria, Abruzzo, Molise, Puglia e Sardegna, con Liguria, Emilia-Romagna, Marche, Campania, Basilicata e Calabria più caute su previsioni “buone/ottime”. “Buone” invece le attese per le etichette lombarde e venete.

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