Maxi appalto per le mense di ospedali, scuole ed enti: ecco i requisiti necessari

Venerdì 28 Gennaio 2022 di Martina Marinangeli
Maxi appalto per le mense di ospedali, scuole ed enti: ecco i requisiti necessari

ANCONA  - Maxi appalto per la fornitura di derrate alimentari sostenibili ad enti, scuole ed ospedali. La Stazione unica appaltante delle Marche, in qualità di soggetto aggregatore, ha avviato una gara da 23.865.030 euro - suddivisa in 16 lotti, con scadenza dei termini fissata per il 22 febbraio –finalizzata alla stipula di una convenzione di tre anni per rifornire le mense di amministrazioni sanitarie e non con prodotti di qualità e sostenibili da un punto di vista ambientale e sociale. 

 


Prima di avviare il bando, la Suam ha predisposto un questionario di raccolta dei fabbisogni che ha permesso di inquadrare obiettivi ed esigenze del territorio. La gara, si diceva, è suddivisa in 16 lotti geografici – sei declinati sulle province di Ancona e Pesaro Urbino, e sei su quelle di Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno – e merceologici: dalle carni agli alimenti surgelati, passando per salumi, latticini e prodotti ortofrutticoli. Il valore a base di gara di ciascun lotto (Iva esclusa) oscilla tra i 357.242 ed i 5.796.291 euro e, per ognuno di essi, l’appalto è aggiudicato in base al criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa individuata sulla base del miglior rapporto qualità/prezzo. 


Al momento hanno manifestato interesse diversi enti tra cui cinque Comuni del Pesarese (Gabicce Mare, Isola del Piano, Mondavio, Urbino e Pergola), quelli di Montemarciano e Sirolo nell’Anconetano, Falerone e Francavilla d’Ete nel Fermano e San Benedetto del Tronto nell’Ascolano. Agli enti locali si aggiungono le amministrazioni sanitarie – dall’area vasta 2 (per le sedi operative di Fabriano), alle av3, 4 e 5, passando per le aziende ospedaliere di Marche Nord e Torrette -, l’Ircr (Azienda pubblica dei servizi alla persona) di Macerata e l’Erdis. Il concorrente può presentare offerta per uno o più lotti. Non sono previsti limiti di aggiudicazione, ed i destinatari della convenzione saranno le amministrazioni, sanitarie e non, della regione, che in seguito all’aggiudicazione stipuleranno contratti con i fornitori designati.


«Il fornitore – precisa la relazione tecnico illustrativa che accompagna il bando – è obbligato ad osservare tutte le norme e le prescrizioni legislative e regolamentari applicabili inerenti al settore merceologico cui i beni appartengono, e in particolare quelle di carattere tecnico, di sicurezza, di igiene e sanitarie». Una specifica posta come conditio sine qua non della gara. «Gli Enti – prosegue il documento - perseguono l’obiettivo fondamentale di fornire un servizio che al tempo stesso sia una risposta adeguata, sotto il profilo nutrizionale e della qualità degli alimenti, al bisogno di ristorazione. Pertanto, la precisa qualità delle merci e le modalità di fornitura costituiscono elemento essenziale del contratto di fornitura».

È tassativamente vietata, per esempio, la fornitura di alimenti sottoposti a trattamenti transgenici (gli Ogm) e vengono privilegiati alimenti biologici, i prodotti per diete particolari (ad esempio, senza glutine), quelli ottenuti con tecniche di produzione integrata, con marchio Qualità Controllata, oppure Dop ed Igp. Pollice alto anche per i prodotti a filiera corta, etici – come quelli derivanti da materie prime provenienti da terreni sequestrati o confiscati alle mafie o altre realtà come quelle di iniziativa di integrazione o recupero sociale, o da operatori dell’agricoltura sociale – o tradizionali delle Marche.

 

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