Scuola, primarie e quarantene: per rientrare tamponi a pagamento. L’ultima beffa: i pediatri prescrivono i test gratis soltanto da 12 a 14 anni

Mercoledì 26 Gennaio 2022 di Martina Marinangeli
Scuola, primarie e quarantene: per rientrare tamponi a pagamento. L ultima beffa: i pediatri prescrivono i test gratis soltanto da 12 a 14 anni

ANCONA - Chi è genitore di figli in fasce scolastiche diverse lo sa: districarsi nel ginepraio di regole sulle quarantene, differenti a seconda del grado, è diventato uno sport olimpico. Per rimettere ordine nel caos, le Regioni stanno facendo pressing sul governo affinché il protocollo delle primarie venga omologato a quello delle secondarie di primo e secondo grado, ed è questa la strada verso cui ci si starebbe dirigendo. Al momento, se in una classe delle Elementari si verifica un caso di positività, il resto degli alunni può tornare in presenza a seguito di un tampone negativo (T0), mentre con due positivi al Covid scatta la quarantena di 10 giorni e test di uscita.

Samuele, 41 anni, papà di due figli, muore per i postumi del Covid. Il decesso quando sembrava aver superato la fase critica. Non aveva potuto vaccinarsi

 


Le differenze
La modifica al vaglio del governo, invece, prevede che i bambini vaccinati non vadano in didattica a distanza in automatico in caso di due alunni positivi in classe; mentre i non vaccinati seguirebbero le lezioni da remoto per 10 giorni. Regola, quella della distinzione tra vaccinati e non, che è già in vigore per gli adolescenti di medie e superiori. Ma finché non viene emanata una circolare in questo senso, nelle Primarie servirà un tampone T0 negativo per rientrare e, con la comunicazione dell’Ufficio scolastico regionale dello scorso venerdì, è stato precisato che le famiglie possono muoversi in autonomia, prenotando i test T0 e T5 - molecolari o antigenici, - per l’uscita dalla quarantena in farmacia o nelle strutture accreditate. «La validità del referto del tampone negativo per la riammissione – specifica la circolare – è sempre subordinata al rispetto dei giorni minimi relativi alla condizione di isolamento (unitamente all’assenza di sintomi da tre giorni) o quarantena». Un’alternativa per bypassare i tempi lunghi dell’Asur - ormai impossibilitata a portare avanti un tracciamento puntuale – ma che ha un prezzo.


I costi
Nelle farmacie, infatti, un antigenico costa in media tra i 10 ed i 15 euro e rischia di diventare una spesa gravosa per famiglie con più figli o in difficoltà economiche. La beffa delle beffe è che i pediatri possono prescrivere tamponi gratuiti solo ai ragazzi tra i 12 ed i 14 anni, perché lo Stato non finanzia i test per gli under 12. Peraltro, la fascia dei bambini tra i 5 e gli 11 anni è la più indietro con le vaccinazioni, essendo partita solo a dicembre. Al momento, stando al dato riportato sul sito del ministero della Salute, nelle Marche ha ricevuto la prima dose poco meno del 16% della platea. La circolazione del virus tra i banchi di scuola è ormai consolidata dal riavvio delle lezioni dopo la pausa natalizia e, negli ultimi sette giorni, sono stati individuati 693 positivi nel setting scolastico (la scorsa settimana il dato era di 597), di cui 251 alle Primarie, 158 alle Medie e 284 alle superiori. Il numero totale dei contagiati in età scolare (che hanno contratto il virus in altro setting), invece, è di 9187, in aumento rispetto alla settimana precedente, quando se ne registravano 6047. E scorporando il dato per fasce d’età, la più colpita risulta essere quella tra i 6 ed i 10 anni, con 3836 positivi, seguita dai14-18enni con 3170 casi. Tra gli 11 ed i 13 anni, invece, ce ne sono 2181. Un ritocco delle regole ha riguardato intanto le secondarie di primo e secondo grado: nel caso di due positivi in classe, i ragazzi che abbiano completato i ciclo vaccinale primario da più di 120 giorni e con green pass valido, saranno sospesi dalla didattica in presenza per cinque giorni e non più per 10 come stato finora. In generale, anche nei casi in cui sia disposta la quarantena di classe, agli alunni con disabilità o con Bes sarà garantito lo svolgimento dell’attività didattica in presenza. Il tutto, in attesa che il governo rimetta mano alle regole come richiesto dalle Regioni.

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Ultimo aggiornamento: 15:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA