Torrette è sotto assedio: blindati i reparti a rischio. Entrano solo i sanitari

Sabato 24 Ottobre 2020
Torrette è sotto assedio: blindati i reparti a rischio. Entrano solo i sanitari

ANCONA  - L'ospedale regionale di Torrette è un treno in corsa che non riesce a rallentare. Eppure dovrebbe. È un formicaio sempre in movimento ventiquattro ore su ventiquattro, cuore pulsante della sanità marchigiana che non si ferma mai. Eppure dovrebbe.

 

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Nel time-lapse di una giornata qualunque in piena emergenza Covid l’assedio salta agli occhi: dentro ci sono i pazienti ricoverati nei reparti, mentre l’atrio e i corridoi pullulano di familiari in attesa delle visite ai degenti, di pazienti già dimessi che devono sottoporsi ai controlli specialistici, più l’emergenza-urgenza con gli accessi sempre in crescita, adesso più che mai. 

Le persone, a migliaia, -oltre a tutto il personale sanitario anima dell’azienda ospedaliera - entrano ed escono dalla maxi struttura di Ancona: una città nella città che, come a marzo, rischia l’implosione se non riuscirà a gestire gli infetti da Coronavirus senza essere costretta a compromettere tutta l’altra attività no-Covid. È questa la scommessa delle scommesse, la partita su cui si giocherà da qui a poche settimane il futuro dell’attività di Torrette. Che non sia come il recente, drammatico passato, quando all’improvviso il treno in corsa ha travolto il sistema collaudato degli interventi chirurgici programmati, dimezzando l’attività e rinviando le operazioni meno urgenti che poi comunque si sono rimesse in fila riempiendo tutte le caselle delle liste d’attesa.

Quando in meno di un mese si è dovuto fare i conti con tutti i nodi che hanno strozzato il sistema: dai posti letto mancanti alla carenza del personale, fino alla necessità di decongestionare gli spazi per lasciare posto ai malati caduti nella trappola del maledetto virus. Intanto, come primo atto dovuto, sono stati blindati i reparti dove si trovano i degenti più fragili e immunodepressi: ematologia, oncologia, nefrologia sono stati dichiarati off limits, entra solo il personale medico e paramedico. E la terapia intensiva: ora siamo a 12 ricoveraticon 14 posti letto totali: si può arrivare a 18, ipotizzano in ospedale, mentre nel giro di un mese il reparto dovrebbe essere implementato con ulteriori 10 posti.

Si fa a gara contro il tempo e la velocità dei contagi, mentre il treno continua a correre. Poi mancano gli infermieri. Non i medici, non i dirigenti, ma la spalla destra del sistema sanitario: al momento la conta è meno 45, ma quando il Coronavirus entrerà sfondando la porta principale il numero salirà e di parecchio. Assumerli è un’impresa impossibile, perché non esiste una graduatoria da cui attingere e anche l’elenco di 500 professionisti stilato in tempo di Covid dopo il maxi concorso, è evaporato. Tutti assunti a tempo determinato, poi se ne sono perse le tracce. Mercoledì e giovedì prossimi, Coronavirus permettendo, al Pala Prometeo di Ancona si svolgerà la prova scritta del concorso per l’assunzione di 33 infermieri: a seguito dell’emergenza sanitaria, le sessioni di prova preselettiva fissate per il 30 e il 31 marzo erano state rinviate. Si sono svolte dal 20 al 23 luglio, con convocazione anche degli ammessi con riserva.

Le assunzioni saranno così suddivise: 20 presso l’Asur Marche; 10 presso l’Azienda ospedali riuniti di Ancona e 3 presso l’Azienda ospedaliera Marche Nord. Difficile stabilire quando entreranno in servizio, ma nel frattempo Torrette sta monitorando con attenzione i neolaureati. In particolare quelli che dovrebbero diplomarsi a metà novembre: per loro l’occasione di andare subito in trincea con un avviso per assunzioni a tempo determinato.

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