Riorganizzazione della Regione, sindacati perplessi: «Mancano dirigenti, serve un concorso»

Mercoledì 12 Maggio 2021 di Martina Marinangeli
Riorganizzazione della Regione, sindacati perplessi: «Mancano dirigenti, serve un concorso»

ANCONA - Il new deal della macchina regionale ormai è segnato: la giunta delle Marche ha approvato lunedì la proposta di legge per la riorganizzazione dell’ente, che trasforma i Servizi in Dipartimenti e li riduce di numero (il tetto massimo di 15 viene portato a 10). Ma il disco verde ha colto di sorpresa i sindacati, che venerdì avevano incontrato l’assessore al Personale Guido Castelli, aggiornando l’incontro ad un secondo passaggio con documento alla mano, prima dell’approvazione in giunta.

 

«Una riorganizzazione viene fatta ad ogni nuova giunta, soprattutto nell’ambito dell’assegnazione dei Servizi – osserva Simone Morbidoni, segretario Fp Cgil –. In questo caso, invece, si va verso un altro modello. Almeno da come ci è stata raccontata la pdl perché, per ora, non abbiamo ricevuto il testo: ho provato a chiederlo oggi (ieri per chi legge, ndr) agli uffici, ma mi è stato risposto che è ancora in modifica. Non capisco come abbiano fatto ad approvarlo ieri (lunedì, ndr)». 

Le precisazioni

Quesito che si intreccia con un inciampo sul galateo dei rapporti sindacali: «Avevamo avanzato la richiesta di un incontro preventivo, prima dell’approvazione, che però non c’è stato – prosegue Morbidoni –. E di questo non siamo particolarmente contenti, visto che si vanno a toccare aspetti organizzativi e di gestione del personale su cui normalmente ci si confronta prima con i sindacati». Entrando nel merito della riorganizzazione, il sindacalista fa notare che «i Dipartimenti sono simili alle Aree dei primi anni 2000. Più che dell’aumento dei livelli di coordinamento, la Regione ha bisogno di personale dirigente perché ormai in molti sono andati in pensione. Servirebbe un concorso per la dirigenza». Un’analisi a 360 gradi quella di Maria Grazia Tiritiello, segretaria regionale Fpl Uil, con delega all’ente Regione: «Credo che questo governo sia stato votato soprattutto perché la gestione fallimentare nel mondo della sanità è stata palese in tutte le province. C’è quindi grande aspettativa sul cambio dei dirigenziali, immagino. Un segnale bisogna darlo. Forse però non sono così di polso – osserva –: stanno cercando di valutare, senza fare il taglio delle teste che tutti si sarebbero aspettati».

La questione pratica

Quanto alle declinazioni pratiche del new deal regionale, Tiritiello fa sapere che «è stata prevista una serie di concorsi - alcuni partiranno a breve – che comporteranno nuove assunzioni (nella prima tranche saranno 64): come sindacati, non possiamo che essere d’accordo su questo. Abbiamo cercato di battagliare per fare in modo che le risorse interne, già dipendenti della Regione, possano progredire. È stato poi aperto un fronte – prosegue nell’elenco – anche per le stabilizzazioni, previste nel nuovo piano occupazionale, affinché vengano accelerate». Discorso a parte quello sulla nuova Agenzia del Turismo: «inizialmente, aveva generato caos tra i dipendenti. Abbiamo chiesto che non venga fatto un trasferimento tout court, ma su base volontaria. Va detto che su questo c’è stata una bella apertura da parte della Regione».

 

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