Rianimazioni quasi vuote: sette pazienti in 3 reparti. E anche i ricoveri continuano a calare

Domenica 20 Giugno 2021 di Martina Marinangeli
Rianimazioni quasi vuote: sette pazienti in 3 reparti. E anche i ricoveri continuano a calare

ANCONA  - Dopo diversi giorni a quota zero, tre pazienti sono tornati ad affacciarsi nelle sale d’attesa dei pronto soccorso, aspettando il ricovero in uno dei reparti Covid. Il bollettino diramato ieri dal servizio Sanità della Regione ne registra due in quello di Macerata ed uno a Jesi. Tuttavia, al netto di ciò, il quadro complessivo delle strutture ospedaliere delle Marche restituisce un’immagine confortante, con l’assetto ritornato alla fase 1 del piano pandemico.

 

A partire dalle terapie intensive, ormai tutte concentrate nei poli individuati per gestire la partita fuori dall’emergenza: tre pazienti a Marche Nord, tre nell’azienda ospedaliera di Torrette (di cui uno in Pediatria) ed uno nel nosocomio di San Benedetto del Tronto.


Nessun intubato al Covid hospital di Civitanova, che conta in totale otto degenti, tutti in semi intensiva, cui si aggiungono i quattro di Marche Nord nella stessa tipologia di reparto. Sembrano ormai lontane anni luce quelle giornate da incubo in cui si registravano oltre 100 accessi al giorno ai pronto soccorso, i posti letto a disposizione non riuscivano a garantire una risposta adeguata all’esigenza e le ambulanze si incolonnavano per ore in attesa di poter lasciare i pazienti. Giornate come quelle del 13 e 14 marzo, quando nel giro di poche ore 30 persone finirono in Rianimazione. Era la fase di picco del contagio conseguente alla diffusione della variante inglese, che soprattutto nella provincia di Ancona ha colpito con particolare durezza. I posti letto occupati nei reparti di terapia intensiva sfondarono la soglia psicologica delle 150 unità, mettendo sotto forte stress tutti gli ospedali della rete dell’Asur, oltre alle aziende di Torrette, Marche Nord ed Inrca, ed al Covid Hospital. Il piano pandemico conobbe in quella fase la sua massima espansione, con ben 12 nosocomi coinvolti nel garantire le cure necessarie ai pazienti affetti dal virus. 


Ed anche quelli che, da piano, sarebbero dovuti rimanere Covid free – come l’ospedale di Fabriano, ad esempio –, sono stati costretti ad allestire una “zona grigia” per i positivi in pronto soccorso, in attesa che venissero ricoverati in altre strutture. Ora, il totale dei degenti Covid su tutto il territorio regionale è di 40 unità, distribuite su cinque ospedali. Un’immagine plastica della ritirata del virus. La metà dei ricoveri è concentrata nei reparti intensivi, dove la situazione resta stabile, mentre in quelli di area medica si registra un calo: quattro pazienti in meno rispetto al giorno precedente. Adesso ce ne sono 13 nel reparto Malattie infettive di Torrette e sette in quello dell’ospedale di Fermo, polo di riferimento per questo segmento di ricoveri nella fase 1 del piano pandemico. Gli ultimi due tasselli positivi di questo bel puzzle sono i sei dimessi nella giornata di ieri ed il fatto che non si sia verificato nessun decesso nelle ultime 24 ore. E se dentro gli ospedali si torna a respirare e ci si proietta ottimisticamente al momento in cui tutti i reparti saranno liberi dal Covid, anche fuori si fa il conto alla rovescia per vedere azzerata la conta dei nuovi contagi. 

Su 1179 tamponi testati nel percorso nuove diagnosi, il bollettino di ieri ha registrato appena 16 positivi, di cui sette nella provincia di Pesaro, quattro in quella di Macerata, due nell’Anconetano ed uno nell’Ascolano. Nessun nuovo caso nel Fermano, mentre due arrivano da fuori regione. Dei 16 totali, solo tre sono soggetti sintomatici. La prova del nove della ritirata del virus è il fatto che il tasso d’incidenza sia sceso a circa 11 casi ogni 100mila abitanti. Un trend positivo che va avanti da un mese e che da lunedì permetterà alle Marche di accedere alla zona bianca.

 

Ultimo aggiornamento: 15:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA