Solare o legale? Quell’ora ballerina fa risparmiare e divide gli esperti marchigiani

Stanotte lancette indietro di 60 minuti, seguendo la consuetudine che in Italia risale al 1918 Dai consumi di energia ai bioritmi, fino alle emissioni inquinanti: ecco tutte le implicazioni

Solare o legale? Quell ora ballerina fa risparmiare e divide gli esperti marchigiani
Solare o legale? Quell’ora ballerina fa risparmiare e divide gli esperti marchigiani
di Maria Cristina Benedetti
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Sabato 28 Ottobre 2023, 03:35 - Ultimo aggiornamento: 11:25

ANCONA - Lancette indietro di un’ora, consuetudine e denominatore comune per molti Stati da quasi 60 anni. Pausa: da domani l’ora legale, la convenzione adottata per meglio sfruttare l’irradiazione del sole durante il periodo estivo, tornerà a cedere il passo, fino al prossimo 31 marzo, a quella solare. Guadagneremo un’ora di sonno e si riproporranno gli immancabili dibattiti tra detrattori e sostenitori. Il cambio scatterà alle 3, nella notte tra il 28 e il 29 ottobre.

Fu la necessità a suggerirne il vantaggio: durante la Prima Guerra mondiale le risorse divennero scarse, così la Germania decise di mettere in pratica il piano, applicando il primo giorno di ora legale nel 1916. L’Italia seguì l’esempio, era il 1918; da allora fu abolita e ripristinata più volte fino al 1966, quando la questione si risolse per legge. La scelta sul come procedere ora sarà influenzata dalla decisione, ancora da prendere, dell’Unione europea.


I bioritmi 


Nell’attesa, lancette indietro tutta. Mauro Silvestrini si mantiene in equilibrio sul tempo: «Sono molti i pareri contrastanti. Il bioritmo naturale dell’essere umano si assesta su certi valori, l’andare a modificarli richiede un primo adattamento. In teoria, potrebbe generare svantaggi per alcune persone, ma sempre e comunque per un periodo limitato». Il professore di Neurologia, e preside della facoltà di Medicina della Politecnica, smonta allarmi e ipotesi imperanti: «Non è mai stata dimostrata una correlazione con lo sviluppo di particolari patologie. Il nostro fisico è adattabile, per sua natura. Siamo stati impostati per sopportare ben altro». Il prof non sottovaluta nulla: «Esiste qualche dato, in letteratura, su taluni problemi di sonno e concentrazione che tendono a dissolversi dopo alcuni giorni». Si sofferma piuttosto a dimostrare i benefici: «Sfruttare un maggior tempo di luce, magari da dedicare alle attività ricreative, potrebbe produrre effetti psicologici positivi.

Genera inoltre un benessere economico. A me piace, l’ora legale». Promossa. 


Il vantaggio 


Razionalizza lo scenario Carlo Bisci, climatologo dell’Università di Camerino. «Ogni intervento utile a ridurre il consumo energetico e, quindi, le emissioni di gas climalteranti, è utile. È lodevole riuscire a ottenere, con questo semplice meccanismo, proposto già più di due secoli fa dallo scienziato Benjamin Franklin, il vantaggio di un’ora in più di luce naturale nelle sere d’estate». La sintesi: «Spero che il dibattito a livello europeo si concluda permettendoci di continuare ad avere questo strumento che, ogni anno, ci consente di ridurre in Italia le emissioni di CO2 di oltre 200.000 tonnellate, e di contenere la spesa per l’approvvigionamento di carburanti».


Il test proposto 


Provare, per credere. Passa alla fase pratica, Giorgio Calcagnini: «Premesso che sono contrario ai cambi d’orario, proporrei un esperimento: affidarci all’ora legale per cinque anni». L’economista, e rettore dell’Università di Urbino, fissa una condizione: «Il test dovrebbe valere a livello europeo, altrimenti i disagi che si verrebbero a creare, per esempio nel sistema dei trasporti, sarebbero insostenibili». Tra l’uniformità della scelta e il sentire comune, il docente parte dal suo sentire: «Io amo avere più luce a fine giornata, una propensione condivisa da molti miei amici e conoscenti». Riordina concetti che si soprappongono in ordine sparso: «Non ritengo che i dati in circolazione, spesso in contraddizione tra loro, abbiano una validità scientifica». Su un elemento, tuttavia, si sofferma: «Pare che l’ora legale provochi più incidenti stradali: lo dicono le statistiche. Sarà effetto del ciclo sonno-veglia». Testare.

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