Schiavoni di Confindustria replica a Guzzini: «Ha ragione, ma la svolta è vicina»

Mercoledì 27 Novembre 2019 di Maria Teresa Bianciardi
Schiavoni di Confindustria replica a Guzzini: «Ha ragione, ma la svolta è vicina»

Claudio Schiavoni, presidente di Confindustria Marche Nord: è vero, come dice Adolfo Guzzini, che gli imprenditori sono troppo concentrati a guardare il proprio orticello?
«Veniamo da un periodo di crisi lunghissimo e le aziende marchigiane sono molto impegnate a superare questa impasse decennale. Guzzini ha ragione, ma è anche vero che la tenacia dei nostri imprenditori ha consentito di recuperare posizioni. E l’economia sta iniziando a girare per il verso giusto».

Non c’è stato spazio nemmeno per lavorare in sintonia con le altre associazioni imprenditoriali?
«Noi dialoghiamo soprattutto con il settore dell’artigianato e come in tutte le cose su alcune riusciamo a fare fronte comune, su altre meno. Però devo dire che tra i vertici c’è sempre stato un buon rapporto. Non ci sono amici e nemici».

E all’interno di Confindustria? Il progetto di una confederazione unica nelle Marche si deve ancora concretizzare. Guzzini ipotizza il prossimo anno. Possibile?
«Si parlava di una Confindustria unica già nel 2013, 2014 e alla fine invece di realizzarne cinque - una per ogni provincia - ne sono state create tre. Un passo che ha permesso di evitare la parcellizzazione dei territori creando confini troppo netti».

Della serie: più di così non si può fare.
«In realtà il dialogo per arrivare alla Confindustria unica non si è mai interrotto. Dopo una prima fase di assestamento c’è stata un’accelerata e arriveremo a passare dalle parole ai fatti».

C’è chi non vede di buon occhio questa unificazione. Per dirla alla Guzzini: a causa di un eccesso di competitività. Conferma?
«Siamo tutti imprenditori ma siamo anche amici. Non c’è mai stato un vero e proprio scontro fra i territori, ma nelle zone più piccole c’è chi teme di essere emarginato. In realtà accadrà esattamente il contrario».

Cioè?
«Se nell’Anconetano esistono poche aziende calzaturiere, una Confindustria unica permetterà il confronto con i distretti più ricchi del Fermano e del Maceratese, uscendo così dall’isolamento».

Poi c’è la questione della formazione scolastica. Siamo ancora indietro quando invece dovremmo essere molto avanti?
«Con l’Ufficio scolastico regionale abbiamo un buon dialogo e siamo sempre in contatto. Battiamo la fiacca, è vero, per quanto riguarda i vari Itis, ma questo perché il sistema degli istituti tecnici prevede un impegno forte da parte degli imprenditori, che invece adesso stanno facendo i conti con l’internazionalizzazione, l’innovazione. Come Confindustria però abbiamo realizzato un progetto che l’Italia ci sta copiando».

Quale?
«Portare i docenti dei corsi formativi nelle aziende per fargli toccare con mano le diverse realtà».

E con la politica? Scollati o in sinergia?
«I problemi non mancano ma l’assessore regionale Bora ci ascolta e su molte cose siamo sulla stessa lunghezza d’onda».

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