Covid Marche, 20 pazienti in terapia intensiva. Un morto per le complicanze del virus. Una provincia resta maglia nera

Sabato 4 Settembre 2021 di Maria Teresa Bianciardi
Covid Marche, 20 pazienti in terapia intensiva. Un morto per le complicanze del virus. Una provincia resta maglia nera

ANCONA - Con 172 nuovi positivi e un’incidenza di 74,26 casi ogni 100mila abitanti anche nelle Marche, come nel resto d’Italia, «persiste una stabilità sulle infezioni da Covid 19». Parola dell’Istituto superiore della Sanità che ieri nel report classico settimanale ha delineato la situazione pandemica analizzando i dati dell’ultima settimana.

 

Anche la nostra regione è entrata fra le 17 con una valutazione di rischio moderata per i nuovi focolai determinati dai contagi soprattutto in ambito familiare e per l’aumento della percentuale di tamponi che risultano positivi.

 
L’Rt puntuale
L’indice di contagio è più basso rispetto alla media italiana: l’Rt puntuale nelle Marche è infatti 0,85 mentre quello nazionale è 0,97. In lieve aumento, conferma il documento della cabina di regia nazionale, i ricoveri in terapia intensiva. Ieri negli ospedali marchigiani i degenti in Rianimazione sono saliti a 20, di cui la metà ricoverati a Marche nord, a Torrette 4, a Macerata 1, a Fermo 2 e a San Benedetto 3. Quattro ricoverati in meno in semintensiva (18) e cinque in meno nei reparti non intensivi (41) per un totale di sei i dimessi. Ma sempre nella giornata di ieri è deceduto un 75enne ricoverato a San Benedetto, stroncato dall’aggravarsi dell’infezione a causa anche delle sue patologie pregresse, mentre nella Rsa di Campofilone adesso sono 43 gli anziani ospiti ricoverati con il Covid. La provincia di Macerata resta in testa per numero di contagi da coronavirus: anche ieri su 172 positivi in tutte le Marche, 68 sono proprio del territorio maceratese, a seguire le province di Ascoli Piceno (28), Pesaro Urbino (26), Ancona (22), Fermo (15) e 13 contagiati provengono invece da fuori regione. 


Il report
Le persone con sintomi sono 27; tra i casi ci sono contatti stretti di positivi (43), contatti domestici (51), in setting lavorativo (4), in ambiente di vita o socialità (6); 40 contagi sono in fase di approfondimento epidemiologico. Ma se adesso la curva dei contagi è sostanzialmente stabile, il quadro complessivo è tutt’altro che definito: pesa infatti l’incognita del prossimo autunno, con la riapertura delle scuole e la ripresa di attività e massiccia circolazione per il trasporto pubblico, e continua a preoccupare anche la variante Delta del virus - più contagiosa dal 40 al 60% - che è ormai predominante con una prevalenza nazionale pari al 99,7%. Sul trend della curva epidemica peserà dunque la prova rappresentata da scuola e trasporti anche se, mantenendo alto il livello della campagna vaccinale in atto potrebbe essere scongiurato un peggioramento netto della situazione.

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Ultimo aggiornamento: 15:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA