Le cinque giornate dei test a tappeto: niente prenotazioni, basta un modulo. E già si pensa ai prossimi dieci comuni

Sabato 12 Dicembre 2020
L assessore alla Sanità Filippo Saltamartini

ANCONA  - Un braistorming con i sindaci per definire i dettagli della complessa macchina organizzativa dello screening di massa, declinando il piano sui singoli territori. In cinque diverse videoconferenze con le assemblee dei primi cittadini di Area vasta, l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini ed i vertici dell’Asur hanno ieri illustrato le linee guida dell’operazione che punta a testare gradualmente, con i tamponi antigenici rapidi, 820mila marchigiani in totale. I Comuni, dal canto loro, si sono resi disponibili a suddividere le rispettive popolazioni per quartieri ed a dare sostegno nella logistica e nella campagna informativa. 

LEGGI ANCHE:

Tamponi di massa ma anche multe: task force e pugno duro della Prefettura contro gli irresponsabili

 
Qualche preoccupazione sull’organizzazione l’hanno espressa i sindaci delle città più piccole, che però partiranno in seconda battuta ed avranno più tempo per approntare la macchina. A fare da pionieri saranno i cinque capoluoghi di provincia più la città di Urbino, che partiranno con la “caccia agli asintomatici” dal 18 dicembre ed andranno avanti fino al 23. I test saranno gratuiti e su base volontaria, ed ogni città ha scelto le sue location per effettuare i tamponi. 

L’intera operazione si concentrerà nella struttura del PalaIndoor per quanto riguarda Ancona, mentre Pesaro ha per il momento optato per quattro spazi diversi: Vitrifrigo Arena, Campus scolastico, Basket Giovane ed Alberghiero. La Fiera di Villa Potenza sarà il punto di riferimento per il comune di Macerata ed il Forum per quello di Fermo. I cittadini di Ascoli Piceno che vorranno aderire allo screening dovranno invece recarsi alla palestra di via Monticelli oppure nel locale in prossimità del campo sportivo. Urbino, infine, ha puntato su due siti. Per ogni postazione sono necessarie tra le 8 e le 10 persone, distribuite su due turni: due infermieri per la somministrazione del test, un amministrativo per l’accettazione, un medico per la lettura del risultato del tampone ed un membro del personale di supporto che comunichi l’esito.

Ultimata questa prima tranche con i capoluoghi, si proseguirà con gli altri dieci Comuni che superano i 20mila abitanti, per poi procedere con quelli più piccoli. «Stiamo definendo velocemente una forma organizzativa che mira a tracciare e isolare il più possibile il virus, in attesa che la campagna di vaccinazione possa contrastarne la diffusione», spiega Saltamartini, che aggiunge: «lo scopo dello screening è principalmente quello di salvaguardare la tenuta della rete ospedaliera e della medicina territoriale, che dovrà presto affrontare anche l’impatto dell’influenza stagionale». Per sottoporsi al tampone antigenico nell’ambito dello screening, non sarà necessario prenotarsi, ma basterà compilare un modulo che sarà disponibile sul sito della Regione, dei Comuni oppure verrà distribuito sul posto dai volontari. «Puntiamo alla massima adesione della popolazione marchigiana, al fine di meglio tutelare la salute e prevenire la terza ondata», conclude l’assessore.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA