Abruzzo, ecco la chiamata alle armi per il corridoio trasversale 5. E le Marche invece che cosa hanno in mente?

Lunedì 19 Aprile 2021 di Andrea Taffi
Uno scorcio del porto di Ancona: possibile snodo delle Reti Ten-T dell Ue

ANCONA - Nelle sonnacchiose Marche dove va sempre tutto bene anche quando le cose filano maluccio, sembra piuttosto strano che nessuno si sia accorto che fuori dal proprio orticello c’è una regione - l’Abruzzo, tanto per non fare nomi - che sta letteralmente chiamando alle armi politici e parlamentari bipartisan per chiedere prese di posizione, massa critica e un corpo unico sulla questione della riforma in corso delle reti Ten-T scelte dall’Unione europea.

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In ballo c’è la decisione su quale sia il miglior corridoio sulla direttrice Tirreno-Adriatico per unire Ploce a Barcellona: Ancona-Civitavecchia o Ortona-Civitavecchia? Il dilemma e i timori che l’Europa possa scegliere la direzione di Ancona ha spinto tutte le categorie datoriali della regione con in testa Confindustria Chieti-Pescara a chiedere un impegno chiaro ai parlamentari della propria regione. 


Venerdì mattina sui due quotidiani dell’Abruzzo è comparso una sorta di manifesto con la “chiamata alle armi”. A firmarlo il presidente Silvano Pagliuca, presidente di Confindustria Chieti-Pescara e delegato di Confindustria Abruzzo alla trasversalità est ovest e Zes che ha ben specificato la posta in gioco altissima: «Le scelte strategiche alle quali siamo tutti chiamati determineranno il futuro della nostra Regione nei prossimi 50 anni». Da qui l’appello ai parlamentari e politici abruzzesi per un Abruzzo al centro dello sviluppo economico d’Europa. 


Così Confindustria ha chiesto un impegno formale a cui stanno aderendo via via tutti i politici. Nella formula per cui si chiede l’adesione in negativo c’è un richiamo anche alle Marche. Aggiudicarsi il passaggio della rete intermodale significa non solo prendere traffici ma anche mezzo miliardo di euro per migliorare le infrastrutture.


«È necessario comprendere l’Abruzzo - si legge nel documento - nella revisione delle reti transeuropee Ten-T e, precisamente, nel corridoio intermodale (derivazione del corridoio 5) secondo le indicazioni del Parlamento Europeo, che mirano ad interconnettere la penisola iberica, quella italiana e quella balcanica (Barcellona-Civitavecchia-Ploce). Tale intervento infrastrutturale è più lineare ed economicamente vantaggioso rispetto a percorsi alternativi, che escluderebbero la nostra regione dallo sviluppo economico e territoriale derivante dal passaggio della rete intermodale europea. Mi adopererò con il massimo impegno nelle mie funzioni verso il Governo centrale e verso la Commissione UE per il pieno riconoscimento di questa trasversale». Le Marche che cosa intendono fare su questo fronte?

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