L’inverno demografico nelle Marche tra mamme over 30 e nascite col contagocce

L inverno demografico nelle Marche tra mamme over 30 e nascite col contagocce
L’inverno demografico nelle Marche tra mamme over 30 e nascite col contagocce
di Lorenzo Sconocchini
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Lunedì 23 Ottobre 2023, 02:30 - Ultimo aggiornamento: 15:17

ANCONA Teniamoci da conto, come fosse un segnale di buon auspicio, il memorabile 4 ottobre scorso vissuto nel reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’ospedale di Macerata, quando in 24 ore sono venuti alla luce 14 neonati, due volte e mezzo la media giornaliera. Chissà se un domani ricorderemo quella ricorrenza di San Francesco come l’inizio di una riscossa per le Marche senza culle. Perché al momento purtroppo - almeno stando ai dati completi del 2022 contenuti nel “Rapporto sull’evento nascita in Italia” del Ministero della Salute - nella nostra regione l’inverno demografico continua a essere molto più “rigido” della media italiana.

 

Provincia per provincia


Nel 2022 nelle Marche le nascite sono state 8.779 (443 in meno rispetto al 2021), con un calo del 4,8% su base annua, molto più sostenuto della media italiana, che si attesta sul -1,9%, con 392.598 nascite, 7.651 in meno del 2021. Tra il 2007 e il 2010, per dare un’idea di quanto la frenata delle culle sia stata rapida, i nati nelle Marche avevano oscillato tra i 14.000 e i 14.600. Tutte le province marchigiane, secondo un’analisi del Centro Studi della Uil Marche sui dati del Rapporto evento nascita, hanno visto l’anno scorso un significativo calo della natalità: Ancona passa da 2.834 a 2.640, con 194 nati in meno, Macerata da 2.007 a 1.849 (-158), segue Pesaro-Urbino, che passa da 2.182 a 2.122 (-60 nati). Situazione meno critica nel sud delle Marche: in provincia di Ascoli Piceno si è passati da 1.202 nascite a 1.189, nel Fermano da 997 a 979. Nelle Marche l’indice di fecondità è molto basso, con una media di 1,16 figli per donna.


Il saldo naturale


Se il 2022 si è chiuso con numeri allarmanti sulla denatalità nelle Marche, non è che quest’anno si notano grandi segnali di risveglio, almeno secondo i dati Istat più recenti, aggiornati al luglio scorso.

Vedremo più avanti se il baby boom del 4 ottobre maceratese è un’anomalia statistica o il segnale di un risveglio, ma intanto si segnalano larghi vuoti nei punti nascita delle Marche. Nel luglio scorso il numero dei nati (771) ha fatto segnare +26 rispetto al mese di giugno, ma decisamente sotto il dato del luglio 2022 (813 nati). E i nati del luglio scorso sono quasi esattamente la metà rispetto ai morti (1.543) con un saldo naturale mensile che registra un pesante -772.


L’aumento di residenti


E se le Marche hanno fatto segnare a luglio, per il secondo mese consecutivo, un aumento dei residenti, saliti 1.478.870 (75 in più rispetto alla fine di giugno) è merito soprattutto del saldo migratorio, soprattutto estero. Nel periodo gennaio-luglio di quest’anno la differenza tra chi è arrivato dall’estero nelle Marche e chi è emigrato in altri Paesi registra un + 4.634 a favore della nostra regione, 1.079 in più dello stesso periodo del 2022.
Le nascite, purtroppo, continuano il loro trend piuttosto blando. Ma chi sono le mamme marchigiane? Secondo l’approfondimento del centro studi Uil circa il 65,16% sono italiane mentre il resto sono straniere: per la maggior parte africane, 6,03%, o asiatiche, 4,85%. Aumenta l’età media delle madri al primo figlio, che nelle Marche nel 2022 è di 32,1 anni per le italiane mentre scende a 29 anni per le straniere. Le donne che decidono di avere un figlio hanno una scolarità medio alta: di quelle che hanno partorito nel 2022 il 42,5% ha una scolarità medio alta, il 22,7% medio bassa ed il 34,8% ha conseguito la laurea. Lo studio Uil si concentra sulla condizione professionale, evidenziando che il 58,6% delle madri ha un’occupazione lavorativa, il 24,7% sono casalinghe ed il 14,5% sono disoccupate o in cerca di prima occupazione. La condizione professionale delle straniere che hanno partorito nel 2022 è per il 50,4% quella di casalinga. 
 

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