Gli appalti da 211 milioni che fanno gola
ai colossi specializzati nella sanità

Gli appalti da 211 milioni
che fanno gola ai colossi
specializzati nella sanità
ANCONA -  Il maxi appalto per le pulizie dal 200 milioni di euro più altri tre di importo nettamente inferiore, 11 milioni in tutto, ma che comunque hanno il loro peso all’interno della struttura organizzativa dei servizi sanitari. Si concentra su quattro appalti sospetti l’inchiesta della procura di Ancona e sui rapporti dei 10 indagati - tra cui il direttore generale Asur Alessandro Marini - per i quali si profilano reati come corruzione, abuso d’ufficio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite. 

 

Il servizio più ghiotto riguarda appunto quello per le pulizie delle aziende sanitarie della regione: una gara europea che ancora non si è conclusa da 200 milioni di euro e dove - secondo le accuse - Marini con l’imprenditore Norberto Pesarini, il sindaco di Castelplanio Fabio Badiali e l’ex sindaco di Lapedona Mauro Pieroni avrebbero cercato di favorire la Coopservice (dg Michele Magagna e direttore commerciale Luigi Posadinu) facendosi «promettere e dare denaro e altre utilità». È un appalto da 10 milioni, invece, quello della ristorazione scolastica dei Comuni di Jesi e Monsano e di ristorazione assistenziale per gli ospiti della residenza protetta Vittorio Emanuele II, per i dipendenti Asp e per gli utenti dei pasti a domicilio nel territorio del Comune di Jesi. Durata del contratto: 2 anni. L’attenzione del pm Laurino si è concentrata sulla rettifica del bando, avvenuta il 29 maggio che modificava i requisiti di massima distanza tra il centro cottura e Jesi. 

Secondo l’accusa questa modifica sarebbe stata apportata per far partecipare la società Serenissima spa. Per questo episodio risultano indagati Badiali (su cui pesa anche l’accusa di una mazzetta da mille euro), Pesarini e i referenti della società Luciano Facchini e Sergio Venditti. È un appalto da quasi 800mila euro all’anno, invece, quello che riguarda il servizio di vigilanza e prevenzioni incendi nella struttura ospedaliera di Fabriano. Qui l’indagine si è concentrata sulla modifica del criterio di aggiudicazione contenuta nella determina firmata dal dg Marini il 9 luglio che passa dal criterio del “minor prezzo” (determina del 17 giugno) al criterio dell’offerta “economicamente più vantaggiosa. 

Per questo caso risultano indagati Marini e Alessandro Pedone, amministratore della Gruppo servizi associati, il quale avrebbe convinto il direttore generale dell’Asur a cambiare il criterio di aggiudicazione. Infine il dg risulta indagato per l’affidamento diretto, senza gara pubblica, del servizio di lava-nolo nell’area vasta 3 di Macerata a Servizi ospedalieri spa e Servizi Italia spa, «turbando il procedimento amministrativo di assegnazione dell’appalto». L’associazione temporanea di imprese tra Servizi ospedalieri (gruppo mandatario) e Servizi Italia ha gestito il servizio di lavanolo per 4 anni, dal 28 febbraio 2011 al 30 aprile 2015 per un importo di 3,3 milioni più Iva. Ma tale raggruppamento risulta gestire ancora oggi tale servizio nell’area vasta 3. Con una determina del 21 novembre 2018 il direttore Maccioni affida il servizio con un contratto ponte dal 1 gennaio 2018 al 31 dicembre 2019 per un totale di 5,5 milioni «per non interrompere la continuità assistenziale e garantire la continuità del servizio». Da gennaio 2020 - si legge nella determina - «è stimata l’attivazione del contratto da parte del soggetto aggregatore di riferimento per questa azienda».
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Sabato 20 Luglio 2019, 12:29 - Ultimo aggiornamento: 20-07-2019 12:29

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