Seicento dosi di vaccino Pfizer date dalle Marche all'Abruzzo. Senza dire niente ai vertici della Regione. Ecco come è andata

Mercoledì 14 Aprile 2021 di Martina Marinangeli
Seicento dosi di vaccino Pfizer date dalle Marche all'Abruzzo. Senza dire niente ai vertici della Regione. Ecco come è andata

ANCONA - Le Marche prestano i vaccini all’Abruzzo. Nel pomeriggio di domenica, 100 flaconi di Pfizer - 600 dosi in totale - sono transitati da Ancona a L’Aquila, dove la carenza di sieri rischia di far registrare una battuta d’arresto nelle somministrazioni.

 

 

Il personale sanitario della confinante regione è salito fino al capoluogo dorico lo scorso 11 aprile per fare scorta - benché limitata nella quantità - del farmaco statunitense. Si tratta comunque di un prestito e, non appena avrà di nuovo disponibilità di sieri, l’Abruzzo si è impegnato a restituirli. Sulle ragioni del bel gesto marchigiano, però, le versioni differiscono. 


Il rischio
Stando a una prima ricostruzione, nel weekend appena trascorso, l’Area vasta 2 avrebbe scongelato più vaccini del necessario, ritrovandosi con dosi in eccesso che rischiavano di essere buttate. Forse per un errore materiale, una cattiva comunicazione o una discrepanza tra i dati sulle prenotazioni e le reali somministrazioni da fare. Non riuscendo a piazzarle all’interno dei confini regionali (salvo alcune dosi che sarebbero andate al Paolinelli di Ancona), il passo successivo sarebbe stato quello di contattare i vertici sanitari abruzzesi per proporre questa fornitura extra così da scongiurare lo spreco. E L’Aquila avrebbe risposto presente. La versione ufficiale veicolata dalla Regione nel tardo pomeriggio di ieri, racconta invece di un accordo di reciproca collaborazione tra territori, che si danno una mano quando le scorte iniziano a scarseggiare. 


L’interrogativo 
Lodevole, ma questo accordo con l’Abruzzo finora non si era mai materializzato e sì che le Marche sono state in passato con l’acqua alla gola quanto a forniture. C’è poi da dire - e ciò fa sorgere un punto interrogativo sulla concreta fattualità del patto tra regioni - che né l’assessore alla Sanità Filippo Saltamartini, né la direttrice generale dell’Asur Nadia Storti fino a ieri erano al corrente della migrazione di 600 dosi Pfizer verso l’Abruzzo, un quantitativo che più o meno corrisponde alle somministrazioni giornaliere di un centro vaccinale. In ogni caso, all’andata dovrà far seguito anche un ritorno della fornitura, che da L’Aquila dovrà ripercorrere la strada inversa a stretto giro di posta (forse già oggi).
Nell’attesa che Pfizer torni all’ovile, preoccupa la spada di Damocle che pende su Johnson & Johnson. La Fda, l’agenzia del farmaco americana, ha chiesto la sospensione precauzionale immediata delle somministrazioni del vaccino in seguito a reazioni avverse in sei donne di età compresa tra i 18 e i 48 anni nelle due settimane successive all’inoculazione: hanno sviluppato una rara malattia legata ai coaguli di sangue. Una delle sei donne è morta, un’altra è in condizioni critiche. Una vicenda che ricorda da vicino quella di AstraZeneca. La casa farmaceutica statunitense ha dunque deciso di rimandare le consegne dei suoi sieri in Europa, dove si resta in attesa per capire come muoversi. In Italia, il vaccino J&J è arrivato nella giornata di martedì, dopo essere stato approvato da Ema ed Aifa. 


Il vertice 
Dopo le novità dagli Stati Uniti, il ministero della Salute e l’Aifa hanno organizzato un vertice per fare il punto. Nel frattempo, le 184mila dosi giunte all’hub nazionale della Difesa di Pratica di Mare rimarranno stoccate in attesa delle verifiche. C’è però anche una buona notizia che riguarda le Marche: «mi ha telefonato il commissario Figliuolo per complimentarsi del risultato raggiunto nella categoria over 80, per la quale la nostra Regione ha quasi concluso la somministrazione della prima dose - fa sapere il governatore Francesco Acquaroli –. Mi ha chiesto di ringraziare il Servizio Salute e l’assessore per l’impegno e mi ha chiesto di estendere a tutti gli operatori, alle aziende sanitarie e ai medici di medicina generale il suo ringraziamento. Un messaggio fondamentale per continuare su questa strada nonostante i mille problemi e la stanchezza». Al momento, su 113.831 prenotati, hanno ricevuto la prima dose in 108.954, il 95,7%.

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Ultimo aggiornamento: 15 Aprile, 10:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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