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Da prima zona rossa a ultima locomotiva del contagio: la morsa Covid non si allenta nel nord delle Marche. Ecco dove il virus corre ancora

Da prima zona rossa a ultima locomotiva del contagio: la morsa Covid non si allenta nel nord delle Marche
Da prima zona rossa a ultima locomotiva del contagio: la morsa Covid non si allenta nel nord delle Marche
di Lorenzo Sconocchini
3 Minuti di Lettura
Sabato 1 Maggio 2021, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 2 Maggio, 17:15

ANCONA - Se la provincia di Ancona era stata la locomotiva di fine inverno, capace di trainare le Marche in zona rossa al ritmo di 350 contagi al giorno, adesso è Pesaro Urbino a spingere di più sulla curva dell’epidemia, con un’incidenza settimanale di nuovi casi doppia di quella del capoluogo (156 contro 77 ogni 100mila residenti) e una media che negli ultimi tre giorni ha superato i 100 casi. Sempre di più, nelle ultime settimane, si sono disaccoppiati i tracciati che monitorano l’andamento dei nuovi positivi nelle cinque province marchigiane. 

Se Ancona continua a scendere dal picco vertiginoso raggiunto il 4 marzo scorso - con una settimana da quasi 2.500 nuovi positivi e un’incidenza di 520 che l’aveva resa la seconda provincia più infetta d’Italia - le altre province o danno segnali altalenanti, come Fermo e Macerata, o piegano le curve verso l’alto, come nell’ultimo periodo Ascoli Piceno e soprattutto Pesaro Urbino. Il territorio al confine con la Romagna, tra le prime zone rosse d’Italia nel marzo 2020, aveva tenuto bene nella seconda ondata dell’epidemia, viaggiando a un trend di contagi più basso della media regionale. Più che l’immunità diffusa della prima ondata, con una sieroprevalenza ancora troppo bassa per innescare meccanismi protettivi “di gregge”, avevano potuto forse le cautele di chi aveva visto il mostro da vicino e ne temeva il ritorno.
Adesso invece Pesaro Urbino, insieme ad Ascoli, è la provincia dove l’epidemia - dopo i due picchi di metà gennaio e della quarta settimana di marzo - stenta di più a raffreddarsi e negli utlimi giorni ha dato preoccupanti segnali di risveglio. Non a caso sono pesaresi quattro dei cinque comuni marchigiani dove la Regione Marche dal 21 al 25 aprile ha istituito micro-zone rosse o di arancione rinforzato, al superamento del limite dei 250 nuovi casi settimanali ogni 100mila residenti. 

Le limitazioni 

Ma le limitazioni di spostamento, ancora in vigore a Vallefoglia e Montelabbate (mentre Acqualagna e Tavullia sono tornate gialle) non hanno dato gli effetti sperati. Ieri Vallefoglia, comune di 15mila abitanti, contava 105 positivi attuali e un totale di 220 residenti in quarantena. Acqualagna, cittadina del Montefeltro con appena 4.300 residenti, ne aveva 49 alle prese con il virus e un totale di 119 in quarantena.
Dati in rialzo rispetto a quando sono scattate le zone rosse, mentre Montelabbate è sceso da 42 a 39 positivi attuali e Tavullia da 56 a 42. Anche fuori dalle microzone ci sono comuni ancora “caldi”, come Fossombrone, 9.300 abitanti, con 63 positivi e 113 quarantene totali, o Colli al Metauro, con 66 residenti ancora infettati e 100 in isolamento. Pesaro e Fano, le città più grandi della provincia, sembrano ancora resistere.
Il capoluogo ieri aveva 385 positivi, meno di una settimana fa (410) e anche Fano è leggermente sceso, da 249 a 241. Tutte le province marchigiane, eccetto Ancona, viaggiano a un’incidenza settimanale sopra i 100 nuovi casi ogni 100mila abitanti. Ascoli ieri era addirittura sopra Pesaro Urbino, con 157,2, Fermo è a 102,5 ed è la provincia che oscilla di più, anche se la sua media dei nuovi negli ultimi tre giorni è di 24 casi, molto meno di Ascoli (58) e Macerata (61). Fatica a sbollire anche il Piceno, che tranne un picco di settembre per i rientri dalle vacanze era sempre stato la retrovia dell’epidemia nelle Marche. Per densità di contagi rispetto alla popolazione, Ascoli è la provincia che nell’ultima settimana ha accumulato più casi positivi. Colpa anche di alcuni focolai emersi negli ultimi giorni: uno a causa di un funerale, l’altro per una festa tra ragazzi in campagna, con i primi 6 casi già accertati.

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