Dalla Rsa alle cene, torna l'incubo focolai. «Serve la terza dose di vaccino»

Mercoledì 27 Ottobre 2021 di Martina Marinangeli
Dalla Rsa alle cene, torna l'incubo focolai. «Serve la terza dose di vaccino»

ANCONA -  Il presupposto da cui parte il ragionamento della Regione sulla terza dose è questo: l'immunità di gregge non la raggiungeremo e la copertura del vaccino dura sei mesi. La combinazione di questi elementi ha portato a una conseguenza quasi scontata: spingere sulle dosi booster per mantenere alte le barriere contro il Covid.

 

 

Per questo, ieri si è partiti con le somministrazioni al personale sanitario, target con cui era stato dato avvio alla campagna vaccinale. «Abbiamo deciso di iniziare subito con i sanitari e stiamo incentivando le inoculazioni di terze dosi nelle Rsa - fa sapere l'assessore alla Sanità Filippo Saltamartini - ma incontriamo molta resistenza e non riusciamo a ottenere il consenso informato da pazienti e familiari. Non tutti sono convinti di volerla fare». Con l'aumento dei casi positivi che si è registrato negli ultimi giorni, iniziano a registrarsi anche i primi focolai, i più pericolosi dei quali sono proprio nelle Rsa. In quella di Rosora, per esempio, dove sono deceduti tre pazienti, mentre altri quattro sono stati trasferiti nella struttura di Campofilone dedicata al Covid. Il resto dei 46 ospiti resta in isolamento. 


La curva
C'è poi il cluster che si è sviluppato a Serra de' Conti - sempre in provincia di Ancona - dopo una cena con contagio alla bocciofila: il bollettino è di 30 positivi, tra i quali anche dei bambini, quattro ricoveri e una vittima. La curva del contagio è tornata a salire e il tasso d'incidenza dei nuovi casi si è assestato su 44,22 ogni 100mila abitanti, rispetto ai 41,56 del giorno precedente. Nella settimana tra il 18 e il 24 ottobre, l'incidenza regionale si è fermata a 38, trainata dalla provincia di Fermo a 54 casi ogni 100mila abitanti. L'Ascolano fa il dato migliore con 20,7, mentre le altre tre province oscillano tra i 30 e i 40, con l'Anconetano a 31,4, il Pesarese a 38,7 e il Maceratese a 35,6. Ieri sono stati registrati 103 nuovi casi su 1.579 tamponi processati nel percorso di screening: di questi, 29 sono nel Fermano, 26 nel Pesarese, 15 ad Ascoli, 11 nell'Anconetano e 10 nel Maceratese, mentre 12 provenivano da fuori regione. Il dato più negativo del quadro Covid è che, ormai da giorni, è tornato ad aumentare il numero progressivo dei decessi, arrivato a 3.101. Ieri ne sono stati registrati altri due: una donna e un uomo, rispettivamente di 93 e 81 anni, residenti nella provincia di Ancona. La prima era ricoverata agli Ospedali Riuniti di Torrette, il secondo nell'ospedale di Jesi. Rispetto al giorno precedente, è diminuito di tre unità il numero dei pazienti Covid, passando da 58 a 55. 
Ad alleggerire il carico è l'area medica, con quattro degenti in meno (da 30 a 26), mentre hanno un posto letto occupato in più i reparti di terapia sub-intensiva, passati da 14 a 15 ricoveri (13 dei quali nell'azienda ospedaliera di Marche Nord a Pesaro, gli altri due nel nosocomio di Macerata). 


I numeri 
Stabile la situazione nelle Rianimazioni, con 14 pazienti in totale, di cui otto a Marche Nord, tre a Torrette, due nell'ospedale di San Benedetto e uno in quello di Fermo. Contesto a cui vanno aggiunte le tre dimissioni di ieri e, a fare da contraltare, le quattro persone in attesa di ricovero nei pronto soccorso di Jesi (2), Senigallia (1) e Civitanova (1).

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