L’Anconetano resta chiuso, Jesi arancione, Falconara ci pensa. Il governatore: confini blindati fino al 26: Dpcm: cambiano le regole

Domenica 21 Febbraio 2021 di Maria Teresa Bianciardi
L’Anconetano resta chiuso, Jesi arancione, Falconara ci pensa. Il governatore: confini blindati fino al 26: Dpcm: cambiano le regole

ANCONA - Nella lunga giornata dei governatori al primo confronto Stato-Regioni dopo l’insediamento del premier Draghi, il caso Marche ha tenuto banco fuori dagli assetti ufficiali con il presidente Acquaroli che ha prolungato fino a sabato 27 il divieto di spostamento in entrata e in uscita per la provincia di Ancona e allo stesso tempo si è confrontato a lungo con il sindaco di Jesi, Massimo Bacci, primo in assoluto a mettere in pratica il lockdown mirato nella cittadina di 39mila abitanti. 

 

 
La chiusura
La decisione finale è arrivata in serata, ma già da ieri mattina gli esperti della Regione stavano lavorando per analizzare nel dettaglio la situazione contagi a Jesi (354 positivi e 749 residenti in quarantena) e alla fine Bacci ha deciso: scuole chiuse da lunedì e zona arancione fino a domenica 28. È il primo Comune a prendere un provvedimento del genere nelle Marche, ma probabilmente non sarà nemmeno l’ultimo. Falconara, per esempio, ha già inviato una richiesta alla Regione per esaminare la situazione Covid e verificare l’opportunità di prendere provvedimenti restrittivi. Lockdown mirati per scongiurare una chiusura generalizzata. Che è poi anche il senso della richiesta dei governatori italiani che ieri hanno preso parte all’incontro Stato-Regioni per gettare le basi del prossimo Dpcm e verificare l’ipotesi di prolungare il divieto di spostamento tra regioni oltre il 25 febbraio. Nelle prossime ore le richieste dei presidenti potrebbero trasformarsi in un documento da sottoporre allo stesso presidente del Consiglio e ai ministri della Salute Roberto Speranza e degli Affari Regionali Mariastella Gelmini. Alla video conferenza ha preso parte l’assessore alla sanità Filippo Saltamartini che ha ribadito la necessità di portare avanti il piano vaccinale senza ulteriori rallentamenti che compromettono la profilassi nelle Marche, ma ha posto l’accento anche sulle varianti del virus, specie quella inglese che sta prendendo il largo in regione. 


Nodo varianti
Saltamartini ha chiesto in particolare che gli esperti del Cts diano indicazioni precise in merito per cercare di contenere l’aumento dei contagi. Assieme al ministro Bonaccini sono state affrontate tutte le questioni che riguardano la revisione dell’attuale sistema di regole che definisce l’entrata e l’uscita dalle diverse zone. «È necessaria una revisione ed una semplificazione con la contestuale revisione dei criteri e dei parametri di classificazione - ha convenuto il ministro -. Serve un respiro più lungo ed un’analisi approfondita dei luoghi e delle attività, anche in base ai dati di rischio già accertati. Non solo. Occorre che le misure siano conosciute con congruo anticipo e tempestività dai cittadini e dalle imprese». Tutte le Regioni, Marche comprese, hanno poi richiesto che per i provvedimenti che introducono restrizioni particolari per singoli territori si attivino anche contestualmente gli indennizzi per le categorie coinvolte. «E a questo scopo - ha concluso Bonaccini - è anche necessario che i provvedimenti restrittivi regionali siano adottati con l’intesa del ministro della Salute». Anche il governatore Acquaroli attende che vengano definite meglio le linee generali dei prossimi interventi da adottare e si è riservato di inviare a Roma un documento ad hoc dove illustrare meglio le proposte che il governo marchigiano intende avanzare per il contenimento dei contagi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ultimo aggiornamento: 08:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA