Confindustria Marche sigla il patto con Banca Intesa San Paolo, in arrivo 5 miliardi e mezzo di euro per le imprese

Venerdì 6 Maggio 2022 di Andrea Maccarone
Claudio Schiavoni

ANCONA  - Confindustria Marche sigla il patto d’intesa con Banca Intesa San Paolo, In arrivo 5 miliardi e mezzo di euro per le imprese della regione all’interno di un plafond di 150 miliardi di euro dedicato a innovazione e transizione digitale, sostenibilità, rafforzamento patrimoniale e sostegno alle filiere in coerenza con il Pnrr. Una sfida cruciale per la ripartenza dell’economia del territorio «fatta di imprese che hanno dimostrato una forte resilienza» ha commentato il governatore Francesco Acquaroli durante il consueto appuntamento per la presentazione del rapporto annuale sull’industria marchigiana. «Fondamentale puntare ad approfondire i temi centrali volti a sostenere una strategia che sia più puntuale possibile - ha precisato il presidente della Regione - fermo restando che non si può prescindere dalla ricostruzione post sisma». 
 
Il quadro congiunturale di riferimento risente dei due anni di pandemia in cui l’economia regionale ha subito pesanti contraccolpi, e soprattutto delle conseguenze relative al conflitto in Ucraina che ha portato all’aumento fuori controllo dei costi energetici. «Cruciali saranno le politiche pubbliche del governo italiano e delle Istituzioni europee - ha affermato il presidente di Confindustria Marche, Claudio Schiavoni - volte a ridurre gli effetti economici su imprese e famiglie. Fondamentale sarà anche il ruolo della Regione per migliorare il contesto in cui operano le imprese e per stimolare una più alta crescita degli investimenti».

In questo il sostegno offerto dall’accordo con Intesa Sanpaolo risulta determinante per imprimere una spinta decisiva alla ripartenza. «Il nostro gruppo conferma e rafforza l’attenzione nei confronti del tessuto produttivo delle Marche - ha sottolineato Stefania Bergamaschi, direttrice commerciale Imprese Emilia-Romagna e Marche di Intesa Sanpaolo - mettendo in campo 5,5 miliardi per le imprese del territorio. Siamo al loro fianco per fare fronte ad uno scenario nuovamente incerto e dare vita ad un’economia strutturalmente più robusta». 


Nel 2021 l’attività dell’industria regionale ha registrato un significativo recupero rispetto all’anno precedente, grazie all’attenuarsi dell’emergenza sanitaria e al ripristino di condizioni ordinate nei mercati. Nella media dell’anno l’attività produttiva ha registrato un incremento del 9,2% rispetto al 2020, risultato rassicurante seppure meno brillante di quello rilevato a livello nazionale. A livello settoriale spiccano i sensibili incrementi del legno e mobile (+23,1%), della meccanica (+14,1%), dei minerali non metalliferi (+10,8%).

Più contenuta, invece, la crescita per gomma e plastica (+6,5%), alimentare (+3,7%), tessile abbigliamento (+1,8%) e calzature (+1,8%). L’export ha registrato un aumento del 6,5% rispetto al 2020, trainato dal settore alimentare (+15,8%), dalla meccanica (+8,8%) e dal legno e mobile (+8,6%). Mentre riguardo il mercato del lavoro, diversamente da quanto avvenuto in Italia, nelle Marche nel 2021 l’incremento degli occupati si è associato ad una diminuzione delle persone in cerca di lavoro. Gli occupati sono aumentati di circa 4.700 unità, pari ad una crescita dello 0,8% rispetto al 2020.

 

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