Casoli:«Ancona ha porto aeroporto e ferrovia, ora deve imporsi»

Domenica 24 Gennaio 2021 di Maria Cristina Benedetti
Francesco Casoli

«Ci arrendiamo». Francesco Casoli sceglie la via della provocazione: «Ci arrendiamo». Sullo stop del Frecciarossa per Milano il presidente della Elica, leader mondiale delle cappe aspiranti, usa la bandiera bianca come fosse una barricata. «Voglio lanciare un messaggio al governo nazionale e alle Ferrovie». Scandisce: «Ci-ar-ren-dia-mo».

 


Proprio lei che s’è sempre battuto contro l’isolamento infrastrutturale delle Marche e di Ancona?
«Non è con un treno che si punta su un territorio. Piazzando la bandierina. Ammettiamolo, non è mai stato fatto alcun investimento». 


Una ferita, peraltro, che non è solo dorica. 
«Significa tagliare fuori il meridione d’Italia, perché quella Freccia soppressa parte da Bari e arriva a Milano, passando per Ancona».


Soprattutto appare una scelta controcorrente. 
«Assolutamente. Il Recovery Plan parla di rilancio del sud e poi si eliminano i collegamenti per raggiungerlo. Ci arrendiamo».


Un mantra, il suo.
«No, l’unica reazione possibile di fronte a quella che sembra essere una precisa volontà». 


Lo reputa un accanimento? Proprio ora che è stato indicato un commissario straordinario per velocizzare il raddoppio sulla tratta ferroviaria Orte-Falconara. Da un parte si dà, dall’altra si toglie. 
«Inconcepibile. Spazzare via l’alta velocità sulla dorsale adriatica significa non riconoscere al nostro capoluogo il ruolo di snodo, così com’è Bologna».


Non sarà solo una cattiva stella. 
«Sono stati fatti degli errori, non abbiamo più i politici di peso del passato. Come Merloni e Forlani». 


Stride, detto da lei che è stato senatore.
«Non mi tiro indietro. Ancona ha il porto, l’aeroporto e la ferrovia. Com’è possibile che non riesca a imporsi? Abbiamo fatto degli errori, non c’è dubbio».

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA