Schiavoni: «A Milano in auto? È ora che i politici si diano una mossa»

Domenica 24 Gennaio 2021 di Maria Cristina Benedetti
Claudio Schiavoni

Ancora un passo indietro, anzi due. Claudio Schiavoni tira una somma, che è quella delle sottrazioni: «Stop al Frecciarossa per Milano, e sulla tratta Ancona-Roma gli orari del Frecciabianca del mattino non consentono più di arrivare nella Capitale in tempo utile. Doppia beffa». Da imprenditore e presidente di Confindustria Marche non ci sta. 

 


Siamo alle solite. Ancona isolata, città senza peso specifico? 
«C’è poco da dire. Sono sconcertato». 

Almeno s’indigni. 
«Preferisco mettere in fila i tasselli, gli elementi a disposizione». 


Proceda pure. 
«Chi deve raggiungere il capoluogo lombardo non ha più a disposizione il treno veloce, né tanto meno l’aereo. Può solo decidere di prendere l’auto. E poi predicano che non si deve inquinare». 


Sarà colpa del Covid, delle regioni blindate e della gente che non viaggia più.
«Al di là delle motivazioni, non voglio entrare nel merito dei conti delle Ferrovie, non si può lasciare tagliato fuori da tutto un capoluogo. È davvero indecente. E poi non si tratta di penalizzare solo una città, ma tutta una regione».


Passiamo a indicare i colpevoli. 
«Mi viene da dire la politica. Mi viene da pensare che sia una iattura. Ripeto: sono sconcertato».


Stringiamo il campo. 
«Può essere che a Roma abbiamo senatori e deputati, li abbiamo mandati noi votandoli, e non riescono a incidere e a battersi per la loro terra? Ma non voglio puntare il dito accusatore». 


Parrebbe il contrario.
«No, sarebbe del tutto inutile. Dico loro di fare qualcosa. E di sbrigarsi». 

 

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