Vedovo di 70 anni accusato di violenza sessuale: «Quella donna l'ho conosciuta su un sito d'incontri. Le sue accuse sono false»

Mercoledì 20 Ottobre 2021 di Benedetta Lombo
Il tribunale di Macerata

MACERATA - «Con mia moglie siamo stati sposati 40 anni e 12 giorni, poi a gennaio è morta. Non ce la facevo a sopportare quella solitudine forzata e così mi sono iscritto a quel sito di incontri. Cercavo una donna per compagnia, per metterla al posto di mia moglie». A parlare è un 70enne sotto processo per violenza sessuale. Dopo la morte della moglie aveva conosciuto una 60enne cilena. Venuta in Italia, l’aveva ospitata a casa, ma dopo tre mesi, una volta scaduto il permesso di soggiorno, lei lo aveva denunciato per violenza sessuale

 


Difeso dagli avvocati Gabriele Cofanelli e Claudio Bruno Marcolini, ieri il 70enne è stato sentito in aula dai giudici del collegio presieduto da Roberto Evangelisti e dal pubblico ministero Claudio Rastrelli, ed è stato un fiume in piena: «Per 20 giorni abbiamo parlato in chat, poi abbiamo deciso di vederci. Le ho pagato il viaggio di andata e ritorno in Italia, l’affitto della casa in Cile perché non era detto che le cose sarebbero andate in porto quindi le avevo proposto di tenere la casa, le ho saldato anche un piccolo debito che aveva con una banca. Io l’ho sempre trattata bene, l’ho trattata meglio di un figlio – ha aggiunto –, mi chiedeva ripetutamente di sposarmi ma le dicevo che nemmeno ci conoscevamo. Già dalla prima settimana avevo capito che c’era qualcosa che non andava, mi aveva detto di non fumare e invece fumava, mi aveva detto che sapeva cucinare tutto e invece non sapeva fare niente».

Quando dopo tre mesi la 60enne andò all’Ufficio immigrazione riferì di essere stata violentata. «L’idea che mi sono fatto – ha concluso - è che aveva un elevato istinto di sopravvivenza e un valore morale prossimo allo zero, mi avrà denunciato per poter restare in Italia, per spillarmi del denaro. Questa è l’idea che mi sono fatto».

 

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