Macerata, infermiere molesta
avvocatessa: «Ti colpisca l'ira di Dio»

Venerdì 12 Ottobre 2018 di Benedetta Lombo
Macerata, infermiere molesta avvocatessa: «Ti colpisca l'ira di Dio»

MACERATA - Invoca l’ira di Dio per punire l’avvocato della ex moglie, condannato a 300 euro di ammenda e al pagamento di 2.500 euro di risarcimento al legale, più 1.200 euro di spese di costituzione di parte civile. Sono costati cari gli anatemi lanciati da un infermiere tolentinate di 44 anni a un’avvocatessa di Potenza Picena che all’epoca dei fatti tutelava gli interessi della ex moglie dell’uomo nella causa di separazione.
L’infermiere era finito sotto processo con l’accusa di molestie. In base a quanto denunciato dall’avvocato l’uomo un giorno (era maggio del 2014) aveva scritto su Facebook: «Se questo è vero! Che l’avvocato di mia moglie che mi ha deriso per ben tre volte sia punita, dall’ira di Dio, riverso per ciò tutte le mie buone azioni fatte da infermiere in questa richiesta».
 
Non solo. Poi aveva rincarato: «Non solo hai difeso Barabba (la ex, Ndr), ma hai deriso un povero padre di famiglia che non ha soldi per l’avvocato. Ma il mio avvocato e giudice tutti i soldi che prenderai da questa causa te li farà spendere in lacrime. In verità ti dico sto pregando l’ira del mio Signore, che possa l’arcangelo Michele prendere le mie difese, Amen».
L’infermiere, che all’epoca dei fatti era in servizio all’ospedale di Tolentino, aveva scritto più volte messaggi simili sul social network. «Oggi 40 giorni alla pentecoste – aveva continuato –. Disse loro: a coloro che perdonate i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonate non saranno perdonati. Visto che quando sei entrata dal giudice ridevi ancora, dicendo il suo avvocato si è ritirato non accettiamo la consensuale. Dai poteri datomi col rinnovo del battesimo io non ti perdono». Ad alcuni commenti apparsi sotto il lungo post l’uomo aveva risposto invocando nuovamente l’ira del Signore: “L’ira di Dio imploro per quell’avvocato, l’ira di Dio. E allora capirà che il suo dio denaro non servirà, anche perché gli altri avvocati mi hanno salutato con gentilezza e hanno visto». Questi post più altri messaggi inviati direttamente al legale, avevano spinto la professionista a denunciarlo.
Ieri il pm Francesca D’Arienzo ha chiesto la condanna a tre mesi di reclusione per l’infermiere, il giudice Chiara Minerva lo ha invece condannato a 300 euro di ammenda, oltre al risarcimento al legale.

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