Camerino, il container delle Poste
è un "abuso edilizio": «Via in 90 giorni»

Martedì 3 Settembre 2019 di Monia Orazi
Camerino, il container delle Poste è un "abuso edilizio": «Via in 90 giorni»

CAMERINO - Il container delle Poste in località Le Mosse entro tre mesi dovrà essere rimosso, perché installato in modo abusivo, nel parcheggio tra alcune case private ed un ristorante-pizzeria. Lo stabilisce un’ordinanza del comune di Camerino firmata dall’architetto Barbara Mattei, responsabile del servizio urbanistica. 

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Si tratta del container che ospita l’ufficio postale di Camerino centro, dopo che le scosse di terremoto dell’ottobre 2016 hanno reso inagibile la storica sede di piazza Umberto I, ancora in piena zona rossa. Inizialmente il permesso per l’installazione provvisoria del container era stato concesso per il piazzale della Vittoria, il parcheggio davanti alla Rocca Borgesca. Ma poi i timori per le scosse, le osservazioni degli utenti e la loro richiesta di metterlo in un luogo più facilmente accessibile, avevano spinto verso la scelta della zona delle Mosse, diventata centrale nell’assetto di Camerino, dove si trovano anche gli uffici comunali nella sede Contram, con un accordo raggiunto con il comune nell’aprile 2017, in cui Poste comunicava l’inizio dei lavori per installare il container ad uso ufficio postale, della superficie di 133 metri quadrati, su una base di cemento.
 
L’ufficio urbanistica comunale ha inoltrato la pratica allo sportello unico delle attività produttive gestito dall’Unione montana di Camerino, ritenendo la comunicazione valida per l’installazione di emergenza, della durata di 90 giorni, per dare continuità al servizio postale. A questo sarebbe dovuta seguire la richiesta di prolungare l’autorizzazione alla permanenza della struttura provvisoria. Secondo l’ufficio urbanistica comunale, che ha anche scritto per chiarimenti all’ufficio speciale ricostruzione diretto dall’ingegnere Cesare Spuri, non si può nemmeno ritenere valida la domanda come delocalizzazione di attività produttiva, ai sensi dell’ordinanza nove.
La definizione
Dunque scatta la definizione di abuso edilizio, come si legge nell’ordinanza a firma dell’architetto Barbara Mattei: «Si stima intervento eseguito in assenza di titolo abilitativo l’abuso edilizio consistente nell’installazione di un container ad uso ufficio Poste Italiane spa, con volume pari a circa metri cubi 406 poggiato su un basamento cementizio con superficie di circa metri quadri 133, in via le Mosse, per la quale è scaduto il termine di novanta giorni entro i quali si doveva provvedere alla rimozione del manufatto di che trattasi e alla rimessa in pristino dello stato dei luoghi». Nell’ordinanza si chiede la rimozione entro 90 giorni del container, a Poste italiane resta possibile il ricorso al tribunale amministrativo regionale di Ancona entro sessanta giorni o al presidente della Repubblica entro 120 giorni. «Qualora i responsabili dell’abuso non provvedano al ripristino dello stato dei luoghi nel termine di novanta giorni dalla notifica della presente ingiunzione, il bene e l’area di sedime, nonché quella necessaria alla realizzazione di opere analoghe a quelle abusive sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune», si legge nell’ordinanza. A luglio Poste italiane ha trasmesso al comune di Camerino il progetto per costruire la nuova sede di 150 metri quadrati, in uno spazio rimasto libero, accanto al Sottocorte village.

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