Un estate green al mare: sei regole eco-sostenibili

Un’estate green al mare: sei regole eco-sostenibili

di Roberto Danovaro
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Giovedì 11 Agosto 2022, 17:35

Il caldo afoso di queste settimane ci spinge a cercare refrigerio lungo i nostri litorali. Si tratta di un’estate torrida, con segnali preoccupanti circa lo stato di salute dei nostri mari. Dopo due anni difficili per la pandemia, le vacanze del 2022 ci stanno mettendo ulteriormente alla prova. Riporto quindi alcuni semplici regole per rendere questa estate al mare più eco-sostenibile e sicura per la nostra salute nel segno della transizione ecologica che accompagna il nostro Pnrr.

Regola uno: no all’inciviltà. In questi ultimi giorni le coste ci restituiscono immagini di vera inciviltà agostana. Moto d’acqua che, incuranti dei divieti, sfrecciano a pochi metri da riva travolgendo pedalò, producendo rumori assordanti per i bagnanti, e per i pesci che scappano a “pinne levate”. No all’uso di questi mezzi rumorosi e inquinanti che dovrebbero essere banditi almeno fino a 3 miglia da costa. No alle barche pirata che arrivano in spiaggia a motore acceso facendo slalom tra i bagnanti. L’immagine di barche attraccate a 5 metri dalla riva del Conero è desolante e incivile. Sì alle canoe, silenziose, eco-compatibili, che ci fanno apprezzare la natura e fare sport sano (oltre a costare molto meno). Sì alle barche a vela e al rispetto delle regole, all’attenzione per i nuotatori e i subacquei con ormeggi su sabbia e non sulle praterie di Posidonia.

Regola due: no all’illegalità. No alle spadare che uccidono i grandi cetacei dei nostri mari. No alla pesca con veleno (perché, incredibile a dirsi, si usa ancora!). No alla pesca illegale di datteri di mare e no al loro consumo (quando eventualmente ce li offrissero al ristorante). Ricordo ai più distratti che oltre alla pesca è illegale anche il consumo dei datteri. Sì alla pesca legale, sostenibile e artigianale.

Regola tre: no alla raccolta selvaggia. Quando andiamo al mare ci trasformiamo. Strappiamo patelle, raccogliamo telline, spiaggiamo le stelle di mare e i cavallucci marini, diamo la caccia a polpi, granchi e ai paguri. No alla raccolta di tutto quello che troviamo sott’acqua, spugne, stelle marine, cavallucci, ricci stanno bene dove sono e sono belli da vedere. Portarli in spiaggia li uccide inutilmente. I cavallucci marini, un tempo abbondanti ora sono quasi estinti. Se ne vedrete uno consideratevi fortunati e lasciatelo in pace. Quindi teniamo sotto controllo i bambini cacciatori seriali di ogni forma di vita sul litorale. Sì a bambini (e adulti) che nuotano con la maschera e scoprono la bellezza della vita marina senza distruggerla.

Regola quattro: non inquinare. No alle bottiglie di plastica e ai sacchetti della spazzatura abbandonati in spiaggia. Il 5% di tutta la plastica che usiamo finisce in mare e ci resta per centinaia di anni. No alle sigarette abbandonate sulla spiaggia (o tumulate sotto la sabbia), rilasciano catrame e nicotina e inquinano (oltre a sporcare). No alle creme solari con filtri solari che inquinano. Sì alle borracce termiche, alla raccolta differenziata della spazzatura in spiaggia e alle creme solari eco-compatibili.

Regola cinque: mangiare sostenibile. No alle mangiate di vongole, cernie, tonno e pesce spada. Le vongole vengono prese con le turbo-soffianti che distruggono i fondali marini, mentre cernia, tonno e pesce spada, fondamentali per gli equilibri ecologici, sono ricchi di mercurio e metalli pesanti. Sì al pesce azzurro, alici, sgombri e pesce povero, che è più sostenibile e sano.

Regola sei: occhio alla medusa e ai pesci tossici e pericolosi. Ci sono numerose segnalazioni di meduse urticanti lungo le nostre coste, oltre a un caso di caravella portoghese (un organismo gelatinoso simile alle meduse) estremamente pericolosa. No ad avere paure ingiustificate. Sì a informarsi sul sito “Occhio alla medusa”; per riconoscere quelle urticanti da quelle non pericolose. No a pesci alieni. Con “Attenti a quei 4”, Ispra e Cnr di Ancona hanno lanciato una campagna di informazione per riconoscere quattro specie di pesci alieni, di origine tropicale, ora presenti in Mediterraneo a causa delle temperature sempre più elevate. Alcuni, come il pesce palla maculato contengono una potente neurotossina e sono mortali in caso di consumo. Altri, come il pesce scorpione sono velenosi, e se pungono possono causare dolori lancinanti. Si alla cattura e consumo dei pesci scorpione (una volta tolti gli aculei velenosi). Perché mangiarsi questi pesci alieni potrebbe contenerne la diffusione. In conclusione, buona estate al un turismo intelligente, pro-attivo, rispettoso dell’ambiente e sostenibile.

*Docente all’Università Politecnica delle Marche e presidente della Stazione zoologica-Istituto nazionale di biologia, ecologia e biotecnologie marine

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