Regalate il mare delle Marche. Il miglior San Valentino che ci sia

Venerdì 14 Febbraio 2020 di Giovanni Guidi Buffarini
In principio erano i Lupercalia, sfrenatissimi riti romani dedicati al dio della fertilità Luperco. Si celebravano a metà febbraio. Le matrone si denudavano e si facevano frustare, sulla pubblica via, dagli uomini, nudi o seminudi anch’essi. Picchiate e contente, ché le frustate si credeva rendessero fertili, e fossero di giovamento anche alle signore già in dolce attesa. Dal che si deduce che la mitica “saggezza degli antichi” è sopravvalutata, e la fama del barone von Sacher-Masoch usurpata. Una festa del genere non poteva incontrare l’approvazione del cristianesimo sormontante. Papa Gelasio I soppresse i Lupercalia e li sostituì con una festa che celebrava l’amore, fertile sì ma morigerato, via ogni riferimento alla sessualità, e via le sferze. Saltiamo qualche passaggio, giusto una quindicina di secoli, e arriviamo a Charlie Brown. Che ogni 14 febbraio manda una valentina, un biglietto d’amore, alla Ragazzina coi Capelli Rossi. Puntualmente lei non ricambia. Mentre tutti gli altri bambini almeno una valentina la ricevono, e la scorbutica Lucy tante. E Snoopy anche di più. Solidarietà (sempre) a Charlie Brown, ma in questa sede quel che ci importa davvero è il tradizionale, romantico biglietto. A partire dell’Ottocento, le valentine cominciarono a essere prodotte industrialmente su vasta scala. A partire dell’Ottocento, San Valentino, la Festa degli Innamorati, divenne un business. Papa Gelasio I, mano sul fuoco, ne sarebbe scandalizzato, noi ovviamente no. Giusto un po’ infastiditi nell’assistere, di anno in anno, alla trasformazione di una festa intima minimale - il bigliettino per l’appunto e il piccolo dono fatto con il cuore e la cena gustosa ma auspicabilmente non luculliana onde evitare l’infarto durante il successivo smaterassamento appassionato - in una ricorrenza sempre più impegnativa, stressante, la caccia grossa al regalo anche importante, le file nei negozi non paragonabili alle code natalizie e tuttavia ragguardevoli, magari il viaggio da prenotare. Il giro d’affari di San Valentino, si è fatto imponente, non ci si limita a scambiarsi bigliettini e fiori e cioccolatini (che peraltro rimangono gli articoli più gettonati). Crisi o non crisi si spende forte, per la felicità dei commercianti. Qualche numero per chiarire la dimensione del fenomeno. L’anno passato, gli innamorati italiani hanno speso qualcosa come 350 milioni di euro, circa 230 milioni al ristorante (fonte Codacons). Per una festa da cui una discreta fetta della popolazione (i single) è esclusa. E da cui un’altra fetta, potenzialmente interessata, si autoesclude: quelli che «è già tanto se ancora ti sopporto, altro che regalino e cenetta a lume di candela, forse l’anno prossimo: con un altro». Secondo una (nefasta) scuola di pensiero, il regalo di San Valentino deve essere “originale”. E sappiamo tutti che tra regalo originale e regalo raccapricciante il passo è breve. Non so se questa nota arriva troppo tardi per salvar voi o la vostra dolce metà da un dono d’originalità imperdonabile. Navigando in rete ho visto di tutto. Cose che non avrei mai osato immaginare. Se mai l’amore della mia vita mi regalasse una coppia di nani da giardino nudi(sti) - esistono, non scherzo, maschio e femmina; vederli un attimo al riparo d’uno schermo è stato un trauma, faticherò a riprendermi - non potrò che troncare la relazione seduta stante. Reazione analoga nel caso ricevessi una videovalentina interpretata da una pornostar, il nuovissimo servizio lanciato da Pornhub. (Lo stesso sito che tutti fingono di non conoscere se non per sentito dire offre, solo per oggi, la possibilità di usufruire gratuitamente dei servizi premium, lo scorso anno l’iniziativa ebbe un successo clamoroso, mah). Le agenzie di viaggio naturalmente si sono lanciate in offerte di tutti i tipi. Convenientissime, alcune. Non ne avete approfittato? Buon per voi. Ce l’ho io un’idea per un San Valentino e weekend davvero originale. Altro che le Maldive. Il mare sì, ma il mare marchigiano. In questo febbraio che rifiuta di comportarsi da febbraio, che di notte no ma di giorno sudi. E non capisci perché gli stabilimenti balneari siano chiusi, gli operatori del settore non hanno fiuto per gli affari? Peggio per loro.

*Opinionista e critico cinematografico © RIPRODUZIONE RISERVATA