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Reddito di cittadinanza 2022, requisiti e più controlli: chi rischia di perderlo

Reddito di cittadinanza 2022, requisiti e più controlli: chi rischia di perderlo
Reddito di cittadinanza 2022, requisiti e più controlli: chi rischia di perderlo
6 Minuti di Lettura
Sabato 30 Ottobre 2021, 17:37

Le nuove regole sul Reddito di cittadinanza che sta per introdurre la prossima legge di Bilancio rendono più stretti i cordoni del sussidio statale. Stop all'assegno dopo due e non più tre rifiuti, decurtazione progressiva se l'aiuto si protrae troppo nel tempo mentre la persona è ritenuta occupabile, più controlli. L'obiettivo del governo Draghi, in attesa del via libera parlamentare alla Manovra, è risparmiare denaro rispetto ai 9 miliardi di euro annui a cui è arrivata la misura e così molti ora rischiano di perdere il beneficio. Nel 2021 a riceverlo per almeno un mese sono stati 3,8 milioni di individui (per un totale di 1,7 milioni di famiglie). L'assegno medio per nucleo familiare è di 587 euro e 271 per chi riceve la pensione di cittadinanza. Chi rischia di perderlo? Vediamo tutte le modifiche introdotte e cosa cambia quindi per i percettori.

I requisiti del reddito di cittadinanza 

Per ottenere il Reddito di Cittadinanza occorre possedere alcuni requisiti, puoi fare domanda se: l'Isee del tuo nucleo familiare è minore di 9.360 euro; sei un cittadino italiano, di uno stato Ue o extra Ue con permesso di soggiorno di lungo periodo; hai avuto la residenza in Italia per almeno 10 anni di cui gli ultimi due senza interruzioni; hai un patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro, che può essere incrementato in funzione del numero dei componenti del nucleo familiare (fino a 10.000 euro e 1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) e in caso di eventuali disabilità (5.000 euro in più); hai un patrimonio immobiliare non superiore a 30.000 euro, esclusa la prima casa; hai un reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui moltiplicato per la scala di equivalenza (la soglia del reddito è elevata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di Cittadinanza e a 9.360 euro nei casi in cui il nucleo familiare risieda in una abitazione in affitto); nessun componente del nucleo familiare è intestatario di autoveicoli immatricolati negli ultimi sei mesi che salgono a 2 anni se maggiore a 1600 cc. o moto maggiore a 250 cc. (eccetto agevolazioni per disabilità).

Modifiche al reddito, ecco chi rischia di più

Meno soldi per i beneficiari del reddito di cittadinanza che non lavorano. Nella nuova legge di bilancio trovano spazio i mini-tagli agli assegni, ma non solo. La stretta riguarda anche il numero delle offerte di impiego che possono essere rifiutate senza rischiare sanzioni: dal prossimo anno, al secondo no, la card del reddito di cittadinanza verrà disattivata. Oggi, al contrario, i percettori del sussidio possono rigettare fino a tre offerte ritenute congrue senza subire contraccolpi. Infine verranno inaspriti i controlli alla fonte, sarebbe a dire a prestazione ancora da erogare, per mettere un punto al fenomeno dei furbetti del reddito di cittadinanza con la supercar nel garage e la villa al mare. Stretta anche utilizzando meglio le banche dati disponibili: quelle che contengono i dati sul reddito, il possesso di auto, case e carichi penali.

Più nel dettaglio, la somma versata alle famiglie con al loro interno elementi considerati attivabili decrescerà con il passare del tempo: dopo sei mesi, se è stata rifiutata una prima offerta di lavoro, verrà ridotta di 5 euro ogni mese, finché almeno uno dei componenti del nucleo familiare interessato dalla decurtazione non sottoscriverà un contratto. Ma l'assegno non potrà mai scendere sotto i 300 euro. In un anno, dunque, le famiglie con occupabili rischiano di perdere 60 euro di beneficio, ossia di subire un taglio della prestazione superiore in media al 10%.

Oggi, su oltre tre milioni di persone raggiunte dal reddito di cittadinanza, circa un terzo è considerato occupabile, ma quest’estate in meno di 400 mila risultavano presi in carico dai centri per l’impiego. L’altra grande novità riguarda, come detto, il numero delle proposte di lavoro a cui si potrà dire di no senza perdere il diritto all’aiuto (si passa da tre a due) e i requisiti che dovranno presentare per essere definite congrue.

Le nuove regole sullea disponibilità e le proposte di lavoro

La prima proposta dovrà essere riferita a un lavoro lontano non più di 80 chilometri (anziché 100 come oggi) dal luogo di residenza del percettore, mentre la seconda potrà essere collocata ovunque in Italia (e non più entro una distanza di 250 chilometri come stabilito in origine). Inoltre si considererà più facilmente congrua l’offerta part-time: basta che l’orario non scenda sotto il 60% rispetto all’ultimo contratto (ad oggi la soglia è dell’80%). Novità pure per i cosiddetti Puc, ovvero i progetti utili alla collettività, tramite cui i sindaci possono impiegare a titolo gratuito i beneficiari del sussidio ritenuti occupabili in attività varie, per esempio legate alla cura del verde pubblico.

Finora i percettori del sussidio che hanno partecipato ai Puc sono stati una minoranza, poche migliaia su oltre un milione di attivabili tenuti ad aderire ai progetti. Il problema è che i Comuni, soprattutto quelli meno strutturati, faticano a mettere in pista un numero sufficiente di progetti utili alla collettività e così il governo, per venire loro incontro, ha deciso di abbassare la soglia delle persone da occupare tramite i Puc. I sindaci da ora in poi saranno tenuti a impiegare un terzo dei percettori residenti. 

E ancora: finora i beneficiari del Reddito occupabili dovevano sottroscrivere la Did (Dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro) entro 30 giorni dal riconoscimento del sussidio. Dal 2022, invece, la dichiarazione dovrà essere firmata subito quando si presenta la domanda per il Reddito. In questo modo i centri per l’impiego avranno in anticipo una serie di informazioni.

Le verifiche dell'Inps

Tornando ai controlli: finora le domande del sussidio sono state accettate sulla base di autocertificazioni, con controlli ex-post. Ora i controlli all’anagrafe vanno fatti prima e devono essere incrociate le banche dati dell’Inps con il casellario giudiziario. In particolare saranno potenziate le verifiche da parte dell’Inps dei requisiti patrimoniali indicati nella dichiarazione sostitutiva unica da chi richiede la prestazione, con particolare attenzione ai beni detenuti all’estero.

Ai Comuni poi il compito di effettuare controlli anagrafici tempestivi sulla composizione del nucleo familiare dichiarato nella domanda per l’accesso all’aiuto. Si allarga poi l’elenco dei reati incompatibili con l’erogazione del reddito di cittadinanza: tra le new entry la ricettazione e l’induzione alla prostituzione minorile. 

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