Canone Rai fuori dalla bolletta elettrica, passerà a 300 euro? Cosa c'è di vero? Cosa sappiamo

Canone Rai fuori dalla bolletta elettrica, passerà a 300 euro? Cosa c'è di vero? Cosa sappiamo
Canone Rai fuori dalla bolletta elettrica, passerà a 300 euro? Cosa c'è di vero? Cosa sappiamo
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Venerdì 13 Maggio 2022, 18:38 - Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 17:22

Sul «canone Rai fuori dalla bolletta elettrica», con un possibile aumento stimato «fino a 300 euro» all'anno, il tam tam, soprattutto sul web, si fa sempre più forte. Ma cosa c'è di vero in tutto questo? C'è già una base normativa che giustifichi questa previsione di maggiore spesa? L’ipotesi di un aumento del canone Rai fino a 300 euro l'anno è stata ventilata dall'associazione dei consumatori Aduc, associazione che rilancia il rischio di un rincaro così elevato di quello che l'Unione europea ha definito un «onere improprio», in quanto non direttamente collegato alla fornitura della corrente elettrica, mentre il sito della Rai lo chiama "canone tv ordinario",  e che riguarda la detenzione nell’ambito familiare (abitazione privata) di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive.

Il canone Rai fuori dalla bolletta elettrica, le ipotesi

Il presupposto che ha aperto la strada all'ipotesi che dai 90 euro di spesa annua, oggi previsti nella bolletta elettrica, si passi a 300 euro l'anno, è stato quell'ok allo scorporo del canone Rai dalla bolletta elettrica inserito in un ordine del giorno presentato da Maria Laura Paxia (Gruppo Misto) al decreto energia, decreto approvato un mese fa dalla Camera. Ordine del giorno che è stato accettato dal governo. Governo che era rappresentato in Aula da Vannia Gava, Sottosegretaria per la Transizione ecologica, che ha accettato l'ordine del giorno dapprima come raccomandazione, e poi è stato poi accolto con riformulazione (senza dunque dover essere posto ai voti) prevedendo di «adottare misure normative dirette a scorporare dal 2023 il canone Rai». Paxia ha sottolineato che così si dà «seguito all'impegno che l'Italia aveva con l'Ue di scorporare il canone Rai» in quanto «onere improprio».

Riforma dal 2023

A preoccupare l’associazione dei consumatori Aduc sarebbero le dichiarazioni dell’ad della Rai, Carlo Fuortes, per il quale «è indispensabile che gli introiti da canone non diminuiscano. Noi abbiamo ragionato, già da agosto, sulle entrate da canone di Rai. Un canone che è il più basso e del quale una parte, pari a circa il 14%, non arriva all’azienda». Fuortes che in commissione di vigilanza Rai aveva evidenziato una perdita della televisione pubblica dal 2008 al 2020 pari a 702 milioni di euro di ricavi, un calo del 22% in 13 anni riconducibile, secondo Fuortes «alla riduzione delle entrate pubblicitarie, per 609.8 milioni di euro, e di altre entrate commerciali».

Rincaro fino a 300 euro

Ma perché l'Aduc stima in 300 euro il costo annuo del canone Rai, cifra che per molti rappresenterebbe una vera e propria stangata? La cifra di 300 euro del canone della televisione pubblica è presto fatto: sarebbe il frutto di un computo basato su quanto si paga per lo stesso servizio, la fruizione delle trasmissioni della televisione pubblica, negli altri Paesi europei.

L'Austria, ad esempio, ha un canone della televisione pubblica che si aggira da 250 a 320 euro l’anno, e viene calcolato in base al reddito familiare. Più a buon mercato il canone in Francia e in Germania, dove le cifre del canone televisivo sono rispettivamente 133 e 215 euro. In Gran Bretagna, infine, per il canone della televisione pubblica si pagano 145,50 sterline, pari a circa 175 euro l’anno.

 

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