Superenalotto, legge il giornale e crede di aver vinto: «Ho fatto 6». Ma era un errore di stampa

Venerdì 7 Gennaio 2022
Superenalotto, legge il giornale e crede di aver vinto: «Ho fatto 6». Ma era un errore di stampa

Un sogno durato soltanto una notte. Ha dell'incredibile quanto avvenuto a Francesco Ventresca, 83enne ambulante di frutta al mercato di Sulmona, che per qualche ora ha creduto di aver vinto 135,1 milioni al Superenalotto: la sua giocata corrispondeva, in tutti e sei i numeri, a quella che ha trovato pubblicata su un quotidiano. Quanto basta - scrive Patrizio Iavarone sul quotidiano Il Messaggero - per immaginare una rivoluzione nella sua vita.

 

Francesco, 83 anni, non ha internet e non sa usare il computer. Aveva giocato una schedina da 7,50 euro, con 30 numeri divisi per cinque giocate, come fa da anni in una ricevitoria a Sulmona: il mattino seguente, mercoledì 5 gennaio, aveva comprato il giornale e ci aveva trovato proprio i sei numeri giocati. Ma nelle 'quote', una voce che lo aveva insospettito: "Nessun 6". «Sono stato male tutta la notte, senza dormire, poi la mattina (ieri, ndr) alle sette sono andato in ricevitoria chiedendo di controllare. Quando mi hanno detto che non avevo vinto niente non volevo crederci», ha raccontato. «Poi ho chiesto anche a mio genero di controllare su internet e lui mi ha confermato che i numeri vincenti erano altri».

 

«Io sono stato e sto male, mi rivolgerò ad un avvocato perché ho subito un danno e voglio essere risarcito. Le mie condizioni di salute sono già precarie e questa storia mi ha provocato tanti problemi e ansie», racconta al Messaggero. «Ad 83 anni sono ancora costretto a lavorare, a svegliarmi ogni mattina alle quattro spiega Ventresca ho una pensione di 650 euro al mese che non mi basta neanche per pagare le utenze, tant'è che ho staccato l'impianto di riscaldamento e uso il camino durante l'inverno».

 

 

 

«Il lavoro da ambulante non rende più come prima, anzi non rende proprio più: pochi spicci, trenta-quaranta euro a mercato dice i supermercati si sono presi tutta la clientela ed è più la merce che butto di quella che vendo. Da tre anni, dopo la morte di mia moglie, vivo solo in questa casa e la vincita mi avrebbe permesso di coprire i tanti debiti che ho e di dare un futuro stabile ai miei sei figli e ai miei nipoti. Ci avevo creduto, pensavo di essere diventato ricco e invece mi ritrovo qui come e peggio di prima, con la rabbia dentro e la mia salute che è peggiorata».

 

Per l'83enne non è la prima volta: anni fa, un altro episodio simile. «Anni fa centrai un tredici e dieci dodici al Totocalcio con un sistema condiviso - ricorda -, ma per un errore del rivenditore la mia giocata non era stata registrata nel sistema dei partecipanti a quella vincita che ammontava a 150 milioni di lire. Anche in quel caso non potetti fare niente e dovetti rassegnarmi. Al Superenalotto gioco gli stessi numeri da anni, convinto che prima o poi qualcosa vincerò».

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