Rosa uccisa a 23 anni: «Era bella e riservata, un sorriso solare». Si cerca il vicino di casa

Rosa uccisa a 23 anni: «Era bella e riservata, un sorriso solare». Caccia al killer
Rosa uccisa a 23 anni: «Era bella e riservata, un sorriso solare». Caccia al killer
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Mercoledì 2 Febbraio 2022, 11:52

Aveva solo 23 anni Rosa Alfieri, la ragazza trovata morta in casa a Grumo Nevano, Napoli: viveva in un appartamento al primo piano dell'antico edificio, insieme con la sua famiglia. Una ragazza riservata, bella e dal sorriso solare: così viene descritta da chi la conosceva. «Non meritava questa fine», è quanto ripetono come una litania le persone fuori dal palazzo.

Un pianto disperato dei familiari e degli amici ha accompagnato l'uscita del corpo senza vita di Rosa dall'abitazione del palazzotto di Via Risorgimento. Il cadavere è stato portato nell'istituto di Medicina legale dell'osopedale di Giugliano per gli accertamenti medico-legali.

 

Intanto proseguono le ricerche da parte delle forze dell'ordine dell'uomo - si tratta di un giovane - che si è allontanato precipitosamente dal palazzo. Secondo indiscrezioni, il giovane occupava l'alloggio dove è avvenuta la tragedia solo da poche settimane. La tragedia è avvenuta in un piccolo appartamento al piano terra che da poco era occupato dall'uomo.

Si cerca il vicino di casa

Sono andate avanti per tutta la notte e sono ancora in corso da parte dei carabinieri, con il coordinamento della Procura di Napoli Nord, le ricerche del vicino di casa di Rosa Alfieri, la 23enne uccisa ieri a Grumo Nevano (Napoli), probabilmente strangolata dopo aver reagito ad un tentativo di violenza sessuale. Due le circostanze che hanno generato forti sospetti verso il vicino della ragazza, un 31enne: il corpo di Rosa è stato infatti trovato nell'abitazione dell'uomo, e questi è scappato subito dopo il fatto.

Di certo si sa che il 31enne era arrivato da poco nell'abitazione al primo piano del palazzotto di proprietà della famiglia di Rosa, ed era quindi un affittuario del papà della vittima. La dinamica è invece ancora tutta da accertare, anche perché non sarebbero emersi per ora testimoni diretti del fatto né altre persone che abbiano raccontato di eventuali precedenti incontri tra i due. L'ipotesi è che la 23enne, che viveva con i genitori al piano superiore, sia stata attirata dal vicino nella sua abitazione a pian terreno, e questi potrebbe aver tentato un approccio sessuale respinto dalla ragazza; circostanza, quest'ultima, che potrebbe aver poi provocato la reazione violenta del 31enne, che ha ucciso la giovane strangolandola.

Si tratta di ipotesi suffragate da elementi di prova emersi che però potranno essere confermate con certezza solo con l'autopsia, che potrà rivelare se la ragazza ha subito violenza e si è difesa, e dallo stesso presunto responsabile una volta che verrà individuato e fermato. Il corpo di Rosa, 23enne descritta come molto dolce e disponibile che aiutava il padre nella contabilità e il fidanzato nella tabaccheria di famiglia, è stato trovato dal padre, che non vedendola ritornare ma vedendo l'auto della figlia parcheggiata nel cortile interno del palazzo, era andato a bussare alla casa del vicino per vedere se l'avesse vista; questi ha detto di «no» e solo dopo due ore il papà della ragazza ha sfondato a spallate la porta di casa del vicino, che intanto era scappato, trovando il corpo della 23enne in bagno, privo di vita, con uno strofinaccio in bocca e i vestiti non a posto.

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