Romina morta in auto nel fiume, il compagno non la salva: arrestato per omicidio. «Forse lei voleva lasciarlo»

Il 49enne è fuggito subito dopo l’impatto lasciando morire la madre dei suoi due figli. Orrore a Bergamo, simulato l’incidente nell’Adda. Lei, 44 anni, voleva lasciarlo

Giovedì 21 Aprile 2022 di Federica Zaniboni
Romina Vento in auto nel fiume, il compagno non la salva: arrestato per omicidio. «Forse lei voleva lasciarlo»

Carlo Fumagalli - suo compagno e padre dei figli di 10 e 15 anni - è stato l’unico ad averla vista mentre stava annegando. Ma diversi testimoni, nel buio, l’hanno sentita gridare. Romina Vento, 44 anni, è morta martedì sera intorno alle 23 a Fara Gera d’Adda (in provincia di Bergamo), dopo che l’auto sulla quale viaggiava è finita nel fiume. L’uomo, che al momento dell’impatto si trovava alla guida, è stato arrestato ieri mattina per omicidio volontario aggravato.

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Secondo quanto ricostruito dai carabinieri della Compagnia di Treviglio, da parte del 49enne vi sarebbe stata tutta l’intenzione di inscenare un incidente, sapendo che sarebbe riuscito a salvarsi grazie alle sue abilità nel nuoto. Chi si trovava in zona ha riferito ai militari di aver visto la Renault Megane della coppia viaggiare ad alta velocità sulla strada che costeggia il fiume Adda, per poi attraversare il varco tra due guardrail e gettarsi nell’acqua. A quel punto, la voce di Romina è stata udita chiaramente: gridava e chiedeva aiuto. Subito dopo, il silenzio. Fumagalli - che sarebbe un nuotatore esperto - è stato visto raggiungere dapprima un isolotto e poi la sponda del fiume, dove è riuscito a far perdere le proprie tracce nascondendosi tra la vegetazione. All’arrivo dei soccorsi, per la donna non c’era più niente da fare e il corpo è stato recuperato dai sommozzatori circa un’ora più tardi ad alcune centinaia di metri dalla macchina.

L’ipotesi

Fin dall’inizio è parsa poco credibile l’ipotesi di un incidente. Nessun altro mezzo è stato coinvolto e quella folle manovra dell’auto non poteva essere un errore. L’uomo - che secondo le prime ricostruzioni si sarebbe limitato ad allontanarsi - non avrebbe tentato in alcun modo di aiutare la compagna. Sembrerebbe, inoltre, che lui conoscesse bene le acque dell’Adda, dove già in passato era andato più volte a nuotare con i figli. Al contrario, è possibile che Romina non sapesse mantenersi a galla e non è da escludere che l’uomo si sia servito proprio di questa caratteristica per raggiungere il suo obiettivo. Il 49enne è stato rintracciato intorno alle 2 di notte a pochi chilometri di distanza, nel comune di Vaprio d’Adda, dove vagava da solo per strada. Accompagnato in caserma, è stato poi sentito dagli inquirenti fino alla ricostruzione dei fatti che lo hanno portato all’arresto. 

Nei minuti successivi alla tragedia, una delle più grandi preoccupazioni era che i figli della coppia potessero trovarsi in macchina con i genitori. Fortunatamente, il bambino di 10 anni e la figlia 15enne - che avrebbe appreso la notizia vedendo la foto dell’auto pubblicata su alcune testate online - si trovavano a casa, nel piccolo Comune dove la famiglia abitava. Le operazioni di soccorso sono state piuttosto concitate: sul posto, i carabinieri della Compagnia di Treviglio e quelli del Nucleo investigativo di Bergamo hanno immediatamente avviato le ricerche del 49enne, mentre i sommozzatori cercavano la salma e i vigili del fuoco recuperavano la macchina. Il personale del 118 ha tentato le manovre di rianimazione sulla donna, ma i medici non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Il movente

Le ragioni dietro a questo tremendo gesto potrebbero individuarsi in una crisi che la coppia stava attraversando. È possibile che tra i due ci fossero dei problemi e che la donna avesse intenzione di lasciare il compagno. Un altro aspetto, questo, su cui stanno lavorando gli inquirenti. Romina Vento lavorava da anni in un pastificio di Fara Gera d’Adda, mentre Fumagalli è dipendente di una ditta tessile poco distante dalla zona in cui è stato rintracciato alle prime ore di ieri mattina. Non è ancora certo se l’omicidio sia stato pianificato o se l’uomo abbia deciso improvvisamente di compiere quella manovra verso il fiume. Sul corpo della donna, che sarebbe morta per annegamento, verrà comunque eseguita l’autopsia, mentre l’auto è stata posta sotto sequestro. Resta da chiarire, infatti, se la 44enne sia stata sbalzata dalla vettura al momento dell’impatto o se sia riuscita ad aprire la portiera annegando subito dopo.

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