Putin, nemici segreti anche al Cremlino: le pressioni sullo zar e quel golpe (per ora) impossibile

Putin, nemici segreti anche nel Cremlino: le pressioni sullo zar e quel golpe (per ora) impossibile
Putin, nemici segreti anche nel Cremlino: le pressioni sullo zar e quel golpe (per ora) impossibile
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Mercoledì 20 Aprile 2022, 15:52

Il numero è ancora limitato e insufficiente per qualsiasi tipo di strategia. Eppure al Cremlino c'è un crescente numero di addetti ai lavori che sta mettendo in dubbio la guerra di Vladimir Putin in Ucraina e sta manifestando preoccupazione per l'impatto e politico «potenzialmente devastante» dell'invasione. Bloomberg ha citato dieci fonti interne al Cremlino: i critici nei confronti dello zar sarebbero sia membri di alto livello del governo che nelle imprese statali. Secondo il rapporto di Bloomberg, gli addetti ai lavori russi ritengono che l'invasione sia stato un errore catastrofico da parte di Putin oltre che una decisione che porterà la Russia indietro di decenni

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Le reazoni al Cremlino

Putin però non prende in considerazione alcuna opinione che sia in contrasto con la sua. Anche perché - spiegano le fonti a Bloomberg - si è circondato di consiglieri intransigenti e ha respinto qualsiasi tentativo di metterlo in guardia dai costi economici e politici elevati che avrebbe scaturito un conflitto. I timori interni al Cremlino riguardano anche il nucleare: così come l'intelligence statunitense, anche a Mosca più di qualche funzionario condivide la paura che Putin possa ricorrere all'uso di armi nucleari tattiche in Ucraina. 

Ma come ha reagito lo zar alle sanzioni? Le fonti spiegano che ha riconosciuto il danno delle contromosse economiche dell'Occidente ma lui si considera impegnato in una «missione storica e sa di avere il sostegno del popolo russo». Anche per questo è difficile che qualcuno possa anche solo provare un colpo di stato o un rovesciamento del potere. 

La situazione in Ucraina

Il rapporto di Bloomberg fa eco alle precedenti affermazioni degli analisti secondo cui il Cremlino è stato sorpreso dall'ampiezza e dalla portata delle sanzioni occidentali e ha sottovalutato la dura resistenza ucraina. La Russia inizialmente prevedeva di impadronirsi di Kiev nel giro di pochi giorni. Dopo quasi due mesi di combattimenti, però, le sue forze si sono ritirate dalla città e gli sforzi si stanno invece concentrando sulla conquista del Donbass. Putin in un botta e risposta con la governatrice della Banca centrale russa Nabiullina ha spiegato pubblicamente che le sanzioni occidentali non sono riuscite a minare l'economia russa, con il valore del rublo recuperato nelle ultime settimane dopo un crollo del valore del 40% sulla scia delle sanzioni. 

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