Guerra Ucraina in diretta. Putin: la Russia non farà la stessa fine dell'Urss. Filorussi: i 2 «mercenari» Gb condannati a morte

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Guerra Ucraina in diretta
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Giovedì 9 Giugno 2022, 06:08 - Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 09:45

Guerra in Ucraina, le ultime notizie del 10 giugno in diretta. Si riparte dall'uso delle strategie e delle informazioni come ha fatto  Vladimir Putin quando ha minacciato di usare armi nucleari o di andare ben oltre i confini ucraini con la guerra. E ora i funzionari dell’intelligente statunitense ritengono che anche il presidente Volodymyr Zelensky stia usando le informazioni in maniera non del tutto chiara.

Washington, infatti, sarebbe in difficoltà e non avrebbe un quadro reale di quanto sta accadendo sul terreno, perché gli 007 ucraini stanno passando agli americani indicazioni e dati con il contagocce, in particolare su quanto sta succedendo nel Donbass. Questo complica il lavoro dell’Amministrazione Biden che si trova così davanti a quello che gli 007 definiscono «blind spot», zone cieche. Senza una visione di insieme l’intelligence non sa bene fino a che punto l’apporto fornito a Kiev sia utilizzato nella giusta maniera. 
Zelensky, dal canto suo, continua a chiedere armi agli Usa. E armi sempre più potenti. Ma come aiutare il paese invaso se non si conoscono le reali condizioni sul campo? Biden continua a manifestare la volontà di armare gli ucraini anche se, ultimamente, qualcosa si è fermato. Inoltre, c’è da dire che le armi inviate dall’America spesso sono inutilizzabili, perché gli ucraini non sanno usarle. A cominciare dai cannoni M777, o da altri pezzi di artiglieria, fondamentali nel conflitto di resistenza che si sta consumando nel Donbass.


POCHI DATI
I “buchi” nel flusso delle informazioni sono stati rivelati dal New York Times che ha trovato conferma tra alti esponenti del governo di Kiev, i quali hanno parzialmente ammesso di non riferire tutto ai colleghi americani. E non è un giorno che questo accade: qualche settimana fa il direttore dell’intelligence nazionale, Avril Haines, in un’audizione al Senato, aveva accennato alla mancanza di certezze sul terreno: «Difficile dire cosa stia accadendo», aveva dichiarato senza darne altre indicazioni.


A fare acqua, secondo fonti della Difesa Usa, sarebbe l’attuale strategia degli ucraini nel Donbass. Infatti, Serhiy Haidai, governatore dell’oblast di Lugansk, ha ammesso che i soldati ucraini «potrebbero ritirarsi da Severodonetsk» dove ormai i governativi controllano solo la periferia e i raid russi sono proseguiti incessantemente. Gadai ha insistito sul fatto che «i russi si attengono alle loro tattiche primitive: fuoco di artiglieria pesante, poi tentativi di sfondamento. Così come è già accaduto a Rubizhne e a Popasna». Ma mentre parla di guadagnare una postazione diversa da quella attuale, più strategica e riparata, il governatore insiste sul fatto che «se ci procuriamo rapidamente le armi a lungo raggio occidentali, inizierà un duello di artiglieria, la Russia perderà a ovest e i nostri difensori saranno in grado di ripulire Severodonetsk in due o tre giorni».

 


Insomma, la città è presa ma non tanto, secondo la ricostruzione del governo di Kiev. Dichiarazioni molto simili a quelle di Gadai sono arrivate anche da Zelensky che solo recentemente ha ammesso che nel Donbass ci sono «cento morti al giorno», fornendo la prima stima reale agli Stati Uniti che lamentano di non conoscere il vero numero delle vittime ucraine. «Armi e sanzioni sono il vero vaccino contro il Covid-22 portato dalla Russia», ha lanciato il suo nuovo messaggio il leader di Kiev in collegamento video a un gala per celebrare le 100 persone più influenti dell’anno della rivista Time. E ha colto l’occasione per ribadire quanto è necessario per l’Ucraina avere un maggiore aiuto esterno, perché «i militari stanno morendo sul campo di battaglia, ed è a Severodonetsk che si sta decidendo la sorte del Donbass».


LA RITIRATA
In questo tira e molla di informazioni potrebbe nascondersi la necessità - secondo gli esperti - di preparare il terreno e, l’opinione pubblica, a un’eventuale ritirata da alcune posizioni nel sud est del Paese. Severodonetsk, infatti, è ormai l’ago della bilancia nel conflitto russo-ucraino. La città è bombardata da giorni. Ieri, per due volte, l’esercito di Mosca ha colpito l’impianto chimico Azot, dove si sono rifugiati circa 800 civili, 200 dipendenti e circa 600 residenti. Almeno due officine sono state distrutte, tra cui una per la produzione di ammoniaca. Non si hanno informazioni sulla sorte dei civili. Dentro la fabbrica ci sarebbero anche alcune unità militari ucraine che, secondo i combattenti filorussi, sarebbero arretrate in seguito all’assalto dell’esercito di Mosca. La scena, dunque, si ripete e il rischio di una nuova Azovstal è sempre più concreto.

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Ucraina, la giornata in diretta

Ore 1.05In seno all'Unione europea «ci sono molte proposte diverse, ma in realtà ci sono tre Paesi principali che non vogliono dare il via libera all' Ucraina oggi. E due Paesi stanno cercando attivamente di promuovere idee alternative». Lo ha detto la vicepremier ucraina per l'integrazione europea, Olga Stefanishina, a Bruxelles per tentare di dissipare lo scetticismo sulla candidatura di Kiev all'adesione all'Ue, secondo quanto riferisce Radio Svoboda. La vicepremier non ha voluto rispondere alla domanda su quali siano questi Paesi perché «potrebbe danneggiare il percorso», ma si è detta «sicura» che al Consiglio europeo del 24 giugno «nessuno dei leader dell'Unione europea potrà dire di no all'Ucraina».

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Ore 23.15 Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato un decreto che attua le decisioni prese oggi dal Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell' Ucraina sulle sanzioni nei confronti di 35 alti funzionari russi, tra cui il presidente russo Vladimir Putin. Lo scrive Ukrinform, precisando che tra i sanzionati c'è anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, il primo ministro russo Mikhail Mishustin, il ministro della Difesa Sergei Shoigu, il segretario del Consiglio di sicurezza russo Nikolai Patrushev ed il ministro degli Esteri Sergey Lavrov. Le sanzioni sono introdotte a tempo indeterminato.

Ore 20.00 - La Commissione europea la settimana prossima potrebbe dare all'Ucraina il via libera allo status di candidato all'ingresso in Ue. È quanto riporta Bloomberg, che cita fonti vicine al dossier secondo le quali al tavolo del collegio dei commissari della settimana prossima approderà la raccomandazione che conterrà il placet dell'esecutivo europeo. Il via libera sarà legato ad alcune condizionalità sullo stato di diritto e sulla legislazione anti-corruzione in Ucraina. Se la Commissione varerà la raccomandazione, il suo parere positivo sulla candidatura ucraina approderà al summit europeo di fine giugno.

 
 
 
 
 
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