Coronavirus, 229 turisti (di cui 3 infetti) portati in un hotel a Roma: le autorità allertate solo dopo 3 giorni

Coronavirus, 229 turisti (di cui 3 infetti) portati in un hotel a Roma: le autorità allertate solo dopo 3 giorni
Coronavirus, 229 turisti (di cui 3 infetti) portati in un hotel a Roma: le autorità allertate solo dopo 3 giorni
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Domenica 29 Marzo 2020, 14:05 - Ultimo aggiornamento: 14:53

Ospiti in un hotel a Roma 229 passeggeri di una nave di crociera e tre di loro sono positivi al coronavirus. Nessuno ha allertato le autorità fino a venerdì scorso ma pare che i turisti siano ormai nella Capitale da lunedì. A lanciare l'allerta è Mauro Evangelisti de Il Messaggero che ricostruisce la storia.

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Appena arrivata la notizia si sono subito inaspriti i toni. Questi devono andare via subito da Roma!». La mail dell’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, inviata a uno dei dirigenti della Protezione civile, Luigi D’Angelo. Poi la chiamata con il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli che spegne i toni. Ma cosa è successo? 

Lunedì sera scorso a Roma, in un hotel in zona Collatina sono arrivati decine di van neri da cui sono scese 229 persone che sono subito state messe nelle stanze della struttura. Per giorni nessuno avverte Asl o autorità di quanto accaduto fino a quando venerdì arriva una telefonata da un funzionario dell’ambasciata britannica che chiede informazioni sui suoi connazionale e D'Amato viene a conoscenza di quello che sta succededo. La Costa Diadema che fa rotta verso Marsiglia ha attraccato a Civitavecchia con a bordo per la maggior parte turisti inglesi ma anche australiani e neozelandesi.

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A quel punto la Asl fa i primi 30 tamponi e 3 sono positivi, uno è anche in gravi condizioni ed è stato ricoverato in ospedale. Gli altri sono in attesa. Ma perché è stato concesso alla nave di attraccare senza programmare voli di rimpatrio e senza avvertire le autorità? Questa la domanda di D'Amato. «Borrelli ora ha compreso il nostro disagio e lo ringrazio», spiega l'assessore. Nella telefonata con Borrelli si trova un accordo: per tutti gli altri ospiti dell’hotel i test saranno eseguiti dalla sanità militare mentre subito saranno forniti i piani di volo per il rimpatrio dei passeggeri della nave da crociera nei rispettivi paesi di origine. 

I casi positivi, tuttavia, potrebbero gravare sul sistema sanitario italiano, già in difficoltà per l'emergenza Covid-19. Le navi da crociera continuano ad essere un'emergenza. Msc Grandiosa, con a bordo 400 membri dell’equipaggio di origine indiana e indonesiana e già 12 positivi. «Noi siamo pronti a inviare personale sanitario all’interno per aiutare i positivi», spiega D'Amato, «però non possiamo ospitare a Roma tutti i 400, siamo sotto pressione. Se la compagnia navale organizza i voli di rimpatrio, con il via libera dei paese di destinazione, siamo disponibili a organizzare i cordoni sanitari. Altro non possiamo fare».

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