Chemioterapia, la svolta: una ricerca scopre
come evitare la caduta dei capelli

Venerdì 13 Settembre 2019 di Loris Alba
Evitare la caduta dei capelli durante la chemioterapia potrebbe essere presto una cosa possibile grazie alla scoperta di un team di scienziati inglesi dell'Università di Manchester, che ha messo a punto un nuovo metodo che potrebbe portare a una rivoluzione. 

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La perdita dei capelli è forse il sintomo psicologicamente più angosciante delle terapie per il cancro, tant'è che alcune persone pensano di rinunciare al trattamento per evitarlo.

La scoperta inglese potrebbe potenzialmente prevenire la caduta dei capelli in seguito ai cicli di chemio, grazie all'utilizzo di un modello di coltura di organi ex vivo. Gli studiosi dell’Università di Manchester sono partiti dall’analisi dei taxani, agenti chemioterapici spesso usati per trattare il cancro al seno. Nel corso di questa ricerca hanno determinato in modo specifico come i taxani causino danni al follicolo pilifero e, di conseguenza, come prevenire tale danno e lo stress psicologico relativo.

I taxani riescono ad impedire alle cellule tumorali di passare attraverso la mitosi: la perdita dei capelli può quindi verificarsi a causa del loro uso perché prevengono anche la mitosi nelle cellule in divisione normale.

«Una parte fondamentale del nostro studio è stata capire come esattamente i follicoli piliferi hanno risposto alla chemioterapia con i taxani e abbiamo scoperto che le cellule di divisione specializzate alla base del follicolo pilifero che sono fondamentali per la produzione dei capelli stessi, e le cellule staminali da cui derivano, sono le più vulnerabili ai taxani», ha spiegato Talveen Purba, coordinatore dello studio.

Partendo da qui, dopo aver capito il meccanismo alla base della perdita di capelli indotta dai taxani, i ricercatori hanno cercato un modo per prevenire il danneggiamento dei follicoli piliferi, senza compromettere gli effetti dei taxani sulle cellule tumorali. La risposta è arrivata con gli inibitori del CDK4 / 6, un tipo di chemioterapico differente e utile per esercitare i suoi effetti in modo più mirato.

«Abbiamo scoperto che gli inibitori CDK4 / 6 possono essere temporaneamente utilizzati per arrestare la divisione cellulare senza promuovere ulteriori effetti tossici nel follicolo pilifero. Quando facevamo un bagno nei follicoli piliferi del cuoio capelluto coltivati ​​a organi con inibitori del CDK4 / 6, i follicoli piliferi erano molto meno sensibili agli effetti dannosi dei taxani», ha continuato sempre il dottor Purba.

I ricercatori ammettono però che saranno necessarie ulteriori indagini prima che i risultati possano essere applicati a livello clinico, suggerendo un passaggio da un modello ex vivo all’uso di follicoli piliferi del cuoio capelluto umano xenotrapiantati. Ultimo aggiornamento: 15:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA