San Benedetto, pescatori soddisfatti dell'esito della pesca ma ora bisogna attendere l'asta

San Benedetto, pescatori soddisfatti dell'esito della pesca ma ora bisogna attendere l'asta
San Benedetto, pescatori soddisfatti dell'esito della pesca ma ora bisogna attendere l'asta
di Emidio Lattanzi
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Venerdì 23 Settembre 2022, 03:45

SAN BENEDETTO - Il pesce c’era. Non in enorme quantità ma il ritorno in mare dopo il fermo pesca sembra essere andato bene per i marittimi che, alla mezzanotte di ieri, hanno riacceso i motori dei pescherecci e ripreso il largo. 

 

«Il pesce c’è - ha spiegato Pietro Ricci ieri - per il tipo di pesca che faccio io ci sono triglie, sogliole, pannocchie e mazzancolle». Per Ricci ieri c’è stato un fuori programma sfortunato dal momento che alla seconda cala delle reti la barca ha avuto una piccola avaria legata probabilmente all’inattività delle ultime settimane ed è stato costretto ad un rientro anticipato in porto. Ma i pescherecci in mare sono tornati e il bilancio è stato a detto di molti addetti ai lavori, altamente soddisfacente. 

E sarà la prima asta in programma questa notte a fornire un importante verdetto su come siano effettivamente andate le cose. Perché le incertezze restano molte e sono legate principalmente al problema del caro gasolio che sta letteralmente azzerando i guadagni di armatori grandi e piccoli. 

«Per fortuna - spiega Giuseppe Pallesca, presidente della cooperativa Pescatori Progresso - è stata accolta la nostra proposta di anticipare il ritorno in mare in modo da consentire alle barche più grandi di poter lavorare anche questa settimana. Altrimenti avremmo dovuto riprendere il mare nella notte tra domenica e lunedì. Queste giornate ci fanno molto comodo anche se le ore concesse questa settimana dovremo restituirle la prossima». Pallesca ammette però che la situazione legata al caro-gasolio rappresenta una spada di Damocle e le incertezze e i dubbi sul futuro sono molti. «Le prospettive restano sempre le stesse perché non è cambiato assolutamente nulla. Il prezzo del carburante è sempre molto alto e le barche soffrono per questa situazione. Anche perché siamo tutti reduci da un mese di sciopero e dal periodo di stop per il fermo biologico. La speranza è che in queste prime settimane di ripresa il pescato possa essere venduto al prezzo giusto per andare avanti ma ho paura della terza settimana perché sono convinto che questi primi quindici giorni riusciremo a tenerci in piedi ma poi sarà sempre più difficile andare avanti se la situazione non cambierà». 

Insomma tra poco sarà il momento di fare un punto della situazione. «Io sono convinto - continua Pallesca - che il rischio di ritrovarci di fronte allo stesso problema dei mesi scorsi sia molto alto. Occorrerà quindi fare il punto per capire quali dovranno essere le prossime mosse. Naturalmente le decisioni saranno prese di concerto con le altre marinerie sia della regione che del resto dell’Adriatico. Ripeto, se la situazione di fondo resterà la stessa sarà molto difficile sopravvivere come imprese». Intanto sotto il profilo del gasolio arriva la notizia della riduzione dei costi del gasolio per le aziende agricole e della pesca estesa anche a serre e fabbricati per dare una prima risposta alle aziende rispetto al caro bollette. Una misura, chiesta e ottenuta da Coldiretti, molto sentita soprattutto nelle province di Ascoli e di Fermo, dove pesca, allevamenti e florovivaismo sono settori davvero importanti dell’economia. E così si esulta alla notizia dell’estensione della riduzione dei costi del gasolio, previsto per imprese della pesca e agricole, anche a fabbricati e serre.

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